Politica di Redazione , 26/10/2026 9:10

VIOLENZA GIOVANI | Popolari per Veneto: Serve piano regionale per adolescenti

Silvio Scanagatta, presidente dei Popolari
Silvio Scanagatta, presidente dei Popolari

Di fronte agli episodi di violenza che possono coinvolgere anche minorenni durante le manifestazioni pubbliche, non basta condannare i comportamenti illeciti: occorre interrogarsi sulle responsabilità educative della società e sulle opportunità che offriamo alle nuove generazioni.

Popolari per il Veneto richiama l’attenzione su tre silenzi: quello delle donne impegnate in politica, quello sull’educazione degli adolescenti e quello sul ruolo della scuola.

«Il silenzio delle donne nelle istituzioni è particolarmente significativo quando mancano prese di posizione e proposte concrete su temi che riguardano i giovani e le famiglie. L’educazione non è una responsabilità esclusivamente femminile: le madri non possono essere lasciate sole e la crescita dei ragazzi deve coinvolgere l’intera comunità».

L’adolescenza è l’età in cui ci si sente potenzialmente adulti, pieni di energie e desiderosi di fare. Il rapporto con i genitori cambia e la loro influenza può diventare meno immediata. Per questo non basta indicare ai ragazzi ciò che non devono fare: bisogna offrire loro occasioni positive per esprimersi, assumere responsabilità e diventare adulti.

Sport, associazioni, parrocchie, volontariato, organizzazioni giovanili e movimenti politici possono rappresentare importanti palestre di cittadinanza. Tuttavia, non tutti hanno le stesse opportunità: barriere sociali, culturali e linguistiche possono ostacolare la partecipazione, mentre in alcuni quartieri periferici mancano luoghi di aggregazione e reti di relazione tra giovani e adulti.

Da qui la proposta centrale di Popolari per il Veneto: un Piano regionale per l’adolescenza, costruito insieme alle agenzie educative presenti sul territorio, alle scuole, alle famiglie, ai Comuni, alle associazioni sportive e culturali, alle parrocchie e ai servizi sociali. L’obiettivo è individuare i bisogni reali, valorizzare le esperienze esistenti e creare opportunità accessibili di partecipazione, socializzazione e corresponsabilità.

La scuola deve essere parte attiva di questo percorso, senza essere lasciata sola ad affrontare problemi che riguardano l’intera società. Accanto alla prevenzione educativa, occorre inoltre promuovere, nel rispetto della normativa vigente e in coordinamento con le autorità competenti, servizi d’ordine adeguati nelle grandi manifestazioni, per tutelare i partecipanti pacifici e prevenire situazioni di rischio.

«La violenza va contrastata con fermezza, ma la prevenzione non può cominciare soltanto dopo gli incidenti. Una comunità adulta deve saper stabilire regole, ma anche offrire ai giovani spazi, opportunità e responsabilità. Non possiamo chiedere loro di sentirsi parte della società se non creiamo occasioni concrete per parteciparvi».

 Popolari per il Veneto chiede l’apertura di un confronto regionale sul Piano per l’adolescenza, perché sicurezza, educazione e futuro delle nuove generazioni richiedono un impegno condiviso, concreto e continuativo.