Caso cittadinanza a Cadoneghe, Borchia (Lega): "Nessuna scorciatoia, regole uguali per tutti"

“Chi vuole diventare cittadino italiano deve conoscere la nostra lingua, rispettare le leggi e affrontare il percorso previsto. Niente scorciatoie, niente corsie preferenziali e niente regole piegate alle convenienze del momento. La cittadinanza è una cosa seria e il rispetto delle regole vale per tutti. Punto”.
Lo afferma Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, intervenendo sul caso di Cadoneghe, nel Padovano, dove il sindaco Marco Schiesaro ha sospeso una cerimonia di giuramento per una donna di origine marocchina, chiedendo ulteriori verifiche dopo aver rilevato, secondo quanto riferito dallo stesso primo cittadino, difficoltà nel comprendere alcune domande in italiano e nel leggere autonomamente la formula del giuramento.
“Il punto è molto semplice – prosegue Borchia –: se una persona sta prestando giuramento per diventare cittadina italiana, deve essere in grado di comprendere ciò che sta facendo. Non è una questione di origine o di provenienza, ma di rispetto delle regole e del significato della cittadinanza. Schiesaro ha fatto quello che un amministratore deve fare: davanti a una situazione che ritiene non chiara, ha chiesto verifiche invece di far finta di niente. Ora saranno gli uffici competenti a stabilire come procedere. Ma una cosa deve essere chiara: le regole non possono valere per alcuni e non per altri”, conclude Borchia.

