Politica di Redazione , 05/05/2026 11:09

LAVORO | Soranzo: "Veneto si posiziona tra le aree più dinamiche d’Europa"

Enoch Soranzo
Enoch Soranzo

Il mercato del lavoro veneto si conferma un’eccellenza a livello continentale, con indicatori che proiettano la Regione verso la "piena occupazione" tecnica e una capacità di tenuta che supera la media nazionale ed europea. È quanto emerge dall’analisi degli ultimi dati regionali (2025-2026), fotografati anche durante la Rendicontazione illustrata da Veneto Lavoro in commissione le scorse settimane, da parte del Presidente della 6ª Commissione Consiliare della Regione Veneto Enoch Soranzo. 
Con un tasso di disoccupazione che si attesta al 3% — dato sensibilmente inferiore alla media nazionale del 5,3% e a quella UE del 5,9% — il Veneto si posiziona tra le aree più dinamiche d’Europa. Il primo trimestre del 2026 ha fatto registrare un saldo positivo di 23.100 posti di lavoro, trainato da un settore turistico in forte espansione e da una tenuta del comparto manifatturiero, nonostante le incertezze geopolitiche globali.

​"I dati parlano chiaro: il Veneto non solo ha recuperato i livelli pre-pandemici, ma sta strutturando la propria crescita su basi solide," dichiara il Presidente della 6ª Commissione. “La crescita di 24.000 posizioni a tempo indeterminato nell'ultimo anno è il segno che le nostre imprese non cercano solo flessibilità, ma investono sulla continuità e sulla fidelizzazione dei collaboratori” spiega Enoch Soranzo, Presidente 6ª Commissione Consiliare della Regione Veneto.

La Regione vanta una densità occupazionale di oltre 37 addetti ogni 100 abitanti, superando di 7 punti la media italiana. Di particolare rilievo è il dato sui NEET (giovani che non studiano né lavorano), che in Veneto è sceso al 9%, contro una media nazionale del 15%. "Siamo orgogliosi di questo risultato, che dimostra l’efficacia del nostro sistema di formazione professionale e del dialogo costante tra scuola e impresa - prosegue Soranzo -. Tuttavia, non possiamo ignorare il divario sul fronte dell'occupazione femminile: il nostro 62,3% è un ottimo risultato per l'Italia, ma l'Europa ci sfida a fare di più."

​La vera criticità per il 2026 non è più la carenza di offerta lavorativa, ma la difficoltà di reperimento di personale qualificato, che oggi riguarda oltre il 50% delle imprese venete. "La sfida è chiara: dobbiamo governare il mismatch occupazionale - conclude Soranzo -. Il calo delle nascite e l'invecchiamento della popolazione attiva richiedono politiche coraggiose per l'attrazione di talenti e una formazione continua sempre più mirata alle tecnologie di frontiera. Il Veneto è un motore che gira al massimo; il nostro compito è assicurarci che non manchi il carburante più prezioso: il capitale umano."