Economia di Redazione , 03/11/2026 12:20

VIDEO | Veneto: cercasi 26mila lavoratori. Ma tre contratti su quattro sono precari

Carenza lavoratori in Veneto

Il lavoro c'è, ma mancano i lavoratori. È il paradosso del Veneto, dove le imprese continuano a cercare personale senza riuscire a trovare i candidati di cui hanno bisogno. Camerieri, addetti alle vendite, magazzinieri, autisti, ma anche tecnici e operai specializzati. A fotografare la situazione è uno studio di Unioncamere, che mette in evidenza le difficoltà del mercato occupazionale regionale.

I numeri parlano chiaro: a settembre le imprese venete avevano programmato oltre 51mila e 600 assunzioni. Ma per il 50,7% delle posizioni era prevista una difficoltà di reperimento. Significa oltre 26mila figure professionali difficili da trovare. Il problema principale è la mancanza di candidati, segnalata nel 31,1% dei casi, seguita da una preparazione ritenuta inadeguata, nel 14,5%.

In Veneto lavoro significa soprattutto turismo (16%), commercio (13%) e servizi alla persona (13%). A trainare la domanda di assunzioni sono soprattutto i servizi, da cui arriva quasi il 60% delle offerte, seguiti dall'industria con il 34% e dal settore primario con il 6%.
Tra le figure più ricercate spiccano gli addetti alla ristorazione, con oltre 6.400 assunzioni programmate, seguiti dagli addetti alle vendite e dal personale impiegato nello spostamento e nella consegna delle merci, con 3.740 richieste per ciascuna categoria. Ma mancano anche professionisti della sanità, specialisti nelle scienze della vita e conducenti di veicoli.

Eppure, dietro la difficoltà di trovare personale, emerge un'altra contraddizione: la precarietà delle offerte. Tre contratti su quattro sono a tempo determinato e in tre casi su cinque viene richiesta un'esperienza lavorativa precedente.
Quanto al titolo di studio, la laurea è richiesta soltanto nel 13% delle posizioni, mentre nel 40% dei casi serve una qualifica professionale.

Infine, l'identikit dei lavoratori ricercati: il 31% delle posizioni è destinato agli under 30, mentre per meno di un'offerta su cinque le imprese indicano una preferenza per personale femminile.

Un mercato del lavoro, dunque, nel quale domanda e offerta continuano a faticare a incontrarsi. E dove, accanto alla carenza di personale, resta aperta la questione della qualità e dell'attrattività delle condizioni di lavoro.