VENETO | Mercato del lavoro: in 8 mesi occupazione al +3%

Nei primi otto mesi del 2026 il bilancio del mercato del lavoro veneto si conferma positivo e migliore rispetto allo scorso anno, anche grazie all'andamento favorevole del mese di agosto, caratterizzato dal marcato anticipo della stagione vitivinicola.
Tra gennaio e giugno si contano in regione 72.300 posti di lavoro dipendente in più, a fronte dei +68.800 del 2025, e le assunzioni crescono del 3%. Buona parte dei nuovi posti di lavoro sono a tempo determinato (+60.500) ma anche il saldo dei contratti stabili si mantiene positivo (+11.200), seppure inferiore allo scorso anno.
Il saldo mensile di agosto è negativo (-7.400), come di consueto in questo periodo dell'anno, ma in miglioramento rispetto a dodici mesi fa, grazie anche all'andamento del settore agricolo, e con una crescita delle assunzioni pari al +8%. L’industria continua invece a mostrare segnali di rallentamento (+3.200 posti di lavoro nel corso del 2026 rispetto ai +4.400 dell'anno scorso), quasi interamente attribuibili al comparto edile, mentre nel terziario le assunzioni sono in crescita soprattutto nel turismo, nei servizi di pulizia e in quello cinematografico.
Treviso, Venezia e Verona, territori maggiormente soggetti alla stagionalità agricola, sono le province con il maggior incremento della domanda di lavoro nel mese di agosto.
L’aumento delle assunzioni registrate nei primi otto mesi del 2026 interessa sia gli uomini (+4%) che le donne (+2%), con una crescita particolarmente marcata tra i lavoratori over 54 (+8%) e gli stranieri (+4%). L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni rimane elevata (32,1%), ma in lieve diminuzione, specie per le lavoratrici (da 47,8% del 2025 all’attuale 46,6%). Crescono sia i posti di lavoro a tempo indeterminato (+11.200) che a tempo determinato (+60.500), in lieve miglioramento anche i contratti di apprendistato (+580).
Dal punto di vista settoriale, la crescita occupazionale è trainata nel periodo più recente dall’agricoltura, che ad agosto presenta un saldo particolarmente elevato (+5.100) e una domanda di lavoro in crescita in virtù dell’avvio precoce della stagione vitivinicola. La dinamica dell’ultimo mese contribuisce al miglioramento del saldo complessivo del 2026 (+14.300 posizioni lavorative).
L’industria continua invece a mostrare segnali di rallentamento (+3.200 posti di lavoro rispetto ai +4.400 del 2025), quasi interamente attribuibili alle costruzioni, che registrano un saldo di appena 620 posizioni di lavoro in più e un calo delle assunzioni pari al -8%. Nel made in italy, l’industria alimentare è l’unico comparto a mostrare un bilancio positivo. Pur negativi, anche occhialeria e tessile-abbigliamento evidenziano saldi leggermente più favorevoli dell’anno precedente, mentre il legno-mobilio si contraddistingue per un andamento negativo.
Nel terziario, che risente della stagionalità del periodo, il saldo di agosto (-6.400) è lievemente meno negativo di quello del 2025 (-6.800), grazie soprattutto all’incremento delle assunzioni, particolarmente evidente nella logistica. Il risultato del mese contribuisce al leggero rafforzamento del bilancio complessivo del 2026 (+54.700 posizioni lavorative). Scendendo nel dettaglio dei vari comparti, servizi di pulizia, logistica e commercio al dettaglio sono interessati da un rafforzamento della crescita occupazionale, mentre sanità (settore privato), servizi di supporto alle aziende, turismo, commercio all’ingrosso e servizi informatici mostrano saldi meno favorevoli dello scorso anno. Solo i servizi alla persona registrano tuttavia un saldo negativo. L’incremento della domanda di lavoro nell’intero periodo gennaio-agosto, pari al +4%, riguarda prevalentemente i servizi turistici, quelli di pulizia e il settore dell’editoria e cultura, dove si concentrano e incidono le attivazioni di contratti di breve durata in ambito cinematografico.
La domanda di lavoro cresce a Venezia, Belluno e Verona, mentre Rovigo e Padova mostrano un calo degli avviamenti.

