La PA batte i privati nei pagamenti, ma il buco è di 64 miliardi. I dati della CGIA

La Pubblica amministrazione paga le fatture più rapidamente, ma il suo debito commerciale continua a crescere. È il paradosso evidenziato dalla CGIA, secondo cui nel 2025 lo stock dei debiti della PA verso i propri fornitori ha raggiunto i 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil. Un dato che, secondo Eurostat, colloca l’Italia al primo posto tra i 27 Paesi dell’Unione europea per incidenza del debito commerciale.
Nel frattempo, sul fronte privato, aumentano le difficoltà soprattutto per le piccole imprese, alle prese con tempi di pagamento sempre più lunghi da parte delle grandi aziende committenti. Una dinamica che rischia di trasformare il ritardo nei pagamenti in una forma di finanziamento a costo zero per le imprese più grandi, scaricando invece sui fornitori più piccoli il peso della liquidità.
VENETO PUNTUALE Secondo gli ultimi dati Cribis relativi al secondo trimestre dell'anno, in Italia appena il 42% delle imprese ha pagato i propri fornitori entro i termini contrattuali, con un calo di due punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025.
A essere più puntuali sono le microimprese, con il 42,7% dei pagamenti effettuati entro la scadenza. Seguono le piccole imprese, al 41,8%, le medie al 35,7%, mentre tra le grandi aziende la quota scende appena al 21%.
A livello regionale il quadro del Nord Italia è invece decisamente più positivo. La Lombardia guida la classifica con il 51,6% di pagamenti puntuali, seguita da Emilia-Romagna (51,2%) e Veneto (51%). Più indietro Marche (49,7%) e Trentino-Alto Adige (44,3%).
Il Veneto si distingue anche a livello provinciale: Belluno, Padova e Vicenza figurano infatti tra le prime dieci province italiane per puntualità nei pagamenti. Tra i settori più in difficoltà, invece, compaiono costruzioni, grande distribuzione, bar e ristoranti e servizi alla persona.
PA PAGA PIÙ VELOCEMENTE Sul fronte pubblico, negli ultimi anni i tempi medi si sono ridotti anche grazie agli obiettivi fissati dall'Unione europea per l'accesso alle risorse del Next Generation EU. Nel 2025 la PA ha pagato mediamente dopo 27,2 giorni dal ricevimento della fattura, contro i 29,9 giorni del 2024. L'Indice di Tempestività dei Pagamenti è inoltre diminuito in gran parte dei comparti, portandosi quasi ovunque al di sotto dei limiti previsti dalla legge.
In Veneto, sottolinea la CGIA, il fenomeno è particolarmente evidente: Regione, aziende sanitarie, Province e Comuni hanno storicamente mantenuto tempi di pagamento relativamente contenuti. Ma la riduzione dei tempi non significa che tutte le fatture vengano saldate.
SI PAGA PRIMA MA IL DEBITO AUMENTA È qui che emerge la contraddizione principale. La PA paga più rapidamente le fatture correnti, ma non riesce a smaltire completamente quanto dovuto.
I dati della Corte dei Conti aiutano a comprenderne il motivo. Nel 2025 l'Amministrazione statale ha emesso 3.673 fatture, pagandone 3.034, pari all'82% del totale. In termini economici, però, su 27,8 miliardi di euro dovuti ai fornitori ne sono stati saldati poco più di 21. In pratica, circa un quarto degli importi è rimasto inevaso. Il risultato è stato un ulteriore aumento del debito commerciale, cresciuto nell'ultimo anno di 6,7 miliardi di euro.
Il meccanismo è quindi apparentemente paradossale ma semplice: la Pubblica amministrazione è diventata più veloce nel pagare le fatture recenti, ma non riesce a pagarle tutte. Le somme rimaste inevase si accumulano a quelle arretrate degli anni precedenti e fanno crescere lo stock complessivo del debito. La PA, dunque, paga più in fretta, ma non abbastanza da ridurre il debito accumulato.

