Economia di Redazione , 24/06/2026 11:19

Uil Veneto: "Se si sta pensando a un aumento dell'Irpef siamo fritti"

Roberto Toigo, Uil Veneto
Roberto Toigo, Uil Veneto

"La scelta di non applicare tasse addizionali è lungimirante: finché non torna a crescere la produttività, bisogna aiutare le persone a vivere con il proprio salario. Se invece si pensa che per mantenere vivo il tessuto industriale del Veneto serva un altro Pnrr (cioè un debito con l'Europa), un altro bonus 110 o un aumento dell'Irpef per creare finanziamenti, allora siamo fritti". 
Lo sostiene Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto. Spiega inoltre che, a suo parere, "bisogna difendere e rilanciare ciò che rende unico il nostro sistema produttivo. La capacità di coniugare sapere artigianale e innovazione, creatività e competenze, territorio e impresa". Per farlo, puntualizza, sono necessari "salari adeguati, sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione continua e possibilità di crescita professionale, contrasto alla precarietà. Per dare un futuro a questa regione, dobbiamo dare certezze soprattutto ai giovani, che troppo spesso vivono il lavoro come una condizione temporanea e incerta", aggiunge, sottolineando che in Veneto gli under 18 sono 714mila, mentre gli over 65 sono 1,2 milioni. Le aziende venete, conclude, sono oltre 410mila, il 97% delle quali ha meno di 15 dipendenti. Ma il "piccolo e bello" non funziona più. Non è più rinviabile, conclude il sindacato, "un percorso di aggregazione delle Pmi".