PADOVA | Negli ultimi 10 anni -12,9% di imprese giovanili. Crescono quelle a guida over 70

E’ stato uno dei passaggi sui quali il presidente di Confcom Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, ha insistito di più nel corso della sua relazione all’assemblea generale svoltasi ieri nella sede di piazza Bardella: i giovani che non ci sono nelle aziende e le donne che non trovano spazio adeguato. “Un Paese che in 40 anni ha perso 9 milioni di giovani under 30 – ha detto Bertin – ha poche possibilità: se non riesce a trattenerli (e va capito perché) o apre ancora di più agli stranieri o fa qualcosa per consentire una maggiore partecipazione femminile al lavoro”.
A suffragare le preoccupazioni del presidente arriva lo studio del Sole 24 Ore su dati InfoCamere che certifica quanto sia difficile l’approccio giovanile e femminile all’impresa.
A Padova la situazione si potrebbe definire “tra equilibrio e tenuta”: ci sono più giovani della media nazionale, ma cresce il peso degli over 70. La nostra provincia, in particolare, si colloca in una posizione intermedia ma significativa nel panorama nazionale del ricambio generazionale nelle imprese, con elementi di equilibrio ma anche segnali che richiedono attenzione. Secondo l’elaborazione del “Sole” gli under 30 rappresentano il 3,74% delle cariche sociali (5.389 posizioni), un dato superiore alla media di molte aree del Paese ma lontano dalle province più dinamiche. E’ un dato che, in termini percentuali, ci vede dietro a Verona (4,23%), a Belluno (4,11%), a Treviso (3,99%) e a Venezia (3,92) ma superiore a Vicenza (3,65%) e a Rovigo (3,52%).
Tra le giovani donne che guidano le imprese, Padova registra un 4,01% (1.600 in termini numerici) segnale di una presenza femminile giovane meno consistente rispetto alle altre province venete, tutte superiori (esclusa Rovigo), seppur di pochi centesimi percentuali.
Gli over 70, per contro, raggiungono il 14,71% (sono 21.162 le cariche), confermando una presenza rilevante delle generazioni più esperte ai vertici aziendali.
Se poi guardiamo all’evoluzione degli ultimi 10 anni, il dato è ancora più chiaro: gli under 30 calano del -12,9%, in linea con un trend diffuso. Non siamo in grossa difficoltà come può essere Rovigo (-34,9%) o Belluno (-17,8%) e, più o meno, siamo sulla stessa linea di Vicenza (-13,3%), però siamo messi un po’ peggio di Verona (-10,9%), di Venezia (-9,3%) e soprattutto di Treviso che registra il dato migliore: -5,6%.
Per contro, in provincia di Padova, sono ben 21.162 (14,71%) gli over 70 a dimostrazione che una forte presenza di imprese consolidate e a guida familiare è ancora lo zoccolo duro dell’imprenditoria padovana ma anche veneta visto che questa classifica è guidata da Rovigo (15,58%), seguita da Treviso (15,03%) e Padova. Un po’ più indietro Vicenza (14,56%), e poi Belluno (14,29%), Venezia (13,82%) e Verona (13,36%).
“I dati – commenta il presidente Bertin - ci consegnano una fotografia piuttosto nitida: Padova non è ferma, ma nemmeno corre. C’è una base giovane che cerca di farsi strada e una presenza femminile che cresce seppur in misura più contenuta rispetto alle potenzialità, ma resta il peso delle generazioni più anziane che, anzi, continua ad aumentare”.
Più che un problema si potrebbe dire che si è in presenza di un segnale: il passaggio generazionale non è automatico per cui necessita di essere accompagnato. “Se vogliamo mantenere vitali i nostri centri storici e il tessuto delle piccole imprese, dobbiamo lavorare su tre priorità concrete: rendere più semplice l’ingresso dei giovani in azienda, favorire strumenti reali di passaggio generazionale, sostenere le imprese nell’innovazione, anche tecnologica. E puntare sulle donne” aggiunge il presidente di Confcom Confcommercio Padova.
Che Padova abbia un sistema imprenditoriale diffuso, radicato e responsabile non è un mistero. “Saremmo però miopi – conclude Bertin – se non fossimo in grado di trasformare questa base in un’opportunità per i giovani. Diversamente il rischio è che il ricambio arrivi troppo lentamente rispetto ai cambiamenti del mercato”.

