ANCE VENETO | Cresce l'occupazione nelle costruzioni, ma preoccupazione per i rincari

Nello scorso anno, in Veneto, il settore delle costruzioni ha fatto registrare un saldo occupazionale positivo ed in linea con quello nei due anni precedenti: 4.365 nuove posizioni di lavoro dipendente. Un trend evidente nel medio termine; negli ultimi cinque anni, infatti, il saldo è positivo per oltre 22.000 unità. Verona è la provincia trainante con un saldo superiore a 5.800 posizioni lavorative, ma valori significativi (superiori a 4.000 unità) si registrano anche per Treviso, Padova e Venezia. "Sono dati confortanti - spiega il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto - che però vanno visti nella complessità della situazione generale, soprattutto riguardo le impennate dei prezzi delle materie prime e l'approssimarsi della fine del Pnrr. E' indubbiamente una soddisfazione constatare che il nostro settore arriva a oggi in buona salute e con un'occupazione in crescita. Le nostre imprese offrono lavoro e anche per il 2026 sono previste nuove richieste, purtroppo a fronte di sempre meno disponibilità di manodopera e anche di soluzioni abitative e logistiche per accogliere l'eventuale manodopera dall'estero."
Nel 2025 è stata confermata, infatti, la crescita più consistente dei lavoratori stranieri (saldo 2.460) rispetto agli italiani (saldo 1.905) con una prevalenza di contratti stabili: tre su quattro sono assunti con contratto a tempo indeterminato, mentre la quota restante con contratto a termine. Si tratta per lo più di operai, soprattutto specializzati (saldo 2.115), o in alcuni casi di lavoratori con una qualifica tecnica (saldo 675). Le assunzioni in base all’età anagrafica privilegiano nell’ultimo anno i lavoratori tra i 30 ed i 54 anni (51,1%) rispetto agli under 30 (37,1%), ricalcando il trend degli ultimi quattro anni.
Per quanto riguarda le prospettive future, valutate non più su dati reali, ma sulle aspettative dichiarate dagli imprenditori (rilevazioni Unioncamere-Excelsior) la richiesta di manodopera è rivolta soprattutto verso operai specializzati (73,2%) e con una flessibilità e capacità di adattamento medio-alta (oltre il 70%). Sono le aziende di piccole dimensioni che prevedono la maggiore quota di ingressi lavorativi: il 42% nelle aziende fino a 9 dipendenti; il 38,6% in quelle tra i 10 e 49 addetti. Ma quasi la metà delle imprese lamenta scarsità di manodopera disponibile o inadeguatezza dei candidati per carenze formative e scarsa capacità di adattamento alle esigenze delle imprese.
Sul fronte delle assunzioni prospettate si evidenzia anche la tendenza delle imprese ad utilizzare forme di inquadramento stagionali: quasi la metà dei lavoratori in entrata verrebbe impiegata con contratti a termine (58,7%), con una quota consistente di lavoratori a tempo indeterminato (27%) che comunque conferma una certa stabilità lavorativa. Le assunzioni previste restano concentrate prevalentemente sui lavoratori con esperienza (69%) ed in possesso di una qualifica professionale adeguata alle esigenze del settore (46,6%). Tra i profili professionali più ricercati si segnalano da una parte manodopera specializzata nella costruzione di edifici e dall’altra tecnici della gestione di cantieri edili, seppure per quest’ultimo profilo la difficoltà di reperimento risulti elevata (in oltre l’80% dei casi).
Per fine marzo sono stimate 11.130 entrate con i maggiori ingressi previsti nella provincia di Verona (21,9%) seguita nell’ordine da Padova (19,9%), Venezia (19%) e Treviso (18%). A Vicenza il mercato del lavoro risulta meno vivace in questa prima parte dell’anno (12,1% del totale delle entrate); chiudono poi le province di Rovigo e Belluno con rispettivamente il 4,8% e 4,3% degli ingressi complessivi previsti.

