Economia di Redazione , 26/03/2026 10:13

ANCE VENETO | Cresce l'occupazione nelle costruzioni, ma preoccupazione per i rincari

Occupazione settore edile
Occupazione settore edile

Nello scorso anno, in Veneto, il settore delle costruzioni ha fatto registrare un saldo occupazionale positivo ed in linea con quello nei due anni precedenti: 4.365 nuove posizioni di lavoro dipendente. Un trend evidente nel medio termine; negli ultimi cinque anni, infatti, il saldo è positivo per oltre 22.000 unità. Verona è la provincia trainante con un saldo superiore a 5.800 posizioni lavorative, ma valori significativi (superiori a 4.000 unità) si registrano anche per Treviso, Padova e Venezia. "Sono dati confortanti - spiega il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto - che però vanno visti nella complessità della situazione generale, soprattutto riguardo le impennate dei prezzi delle materie prime e l'approssimarsi della fine del Pnrr. E' indubbiamente una soddisfazione constatare che il nostro settore arriva a oggi in buona salute e con un'occupazione in crescita. Le nostre imprese offrono lavoro e anche per il 2026 sono previste nuove richieste, purtroppo a fronte di sempre meno disponibilità di manodopera e anche di soluzioni abitative e logistiche per accogliere l'eventuale manodopera dall'estero."

Nel 2025 è stata confermata, infatti, la crescita più consistente dei lavoratori stranieri (saldo 2.460) rispetto agli italiani (saldo 1.905) con una prevalenza di contratti stabili: tre su quattro sono assunti con contratto a tempo indeterminato, mentre la quota restante con contratto a termine. Si tratta per lo più di operai, soprattutto specializzati (saldo 2.115), o in alcuni casi di lavoratori con una qualifica tecnica (saldo 675). Le assunzioni in base all’età anagrafica privilegiano nell’ultimo anno i lavoratori tra i 30 ed i 54 anni (51,1%) rispetto agli under 30 (37,1%), ricalcando il trend degli ultimi quattro anni.

Per quanto riguarda le prospettive future, valutate non più su dati reali, ma sulle aspettative dichiarate dagli imprenditori (rilevazioni Unioncamere-Excelsior) la richiesta di manodopera è rivolta soprattutto verso operai specializzati (73,2%) e con una flessibilità e capacità di adattamento medio-alta (oltre il 70%). Sono le aziende di piccole dimensioni che prevedono la maggiore quota di ingressi lavorativi: il 42% nelle aziende fino a 9 dipendenti; il 38,6% in quelle tra i 10 e 49 addetti. Ma quasi la metà delle imprese lamenta scarsità di manodopera disponibile o inadeguatezza dei candidati per carenze formative e scarsa capacità di adattamento alle esigenze delle imprese. 

Sul fronte delle assunzioni prospettate si evidenzia anche la tendenza delle imprese ad utilizzare forme di inquadramento stagionali: quasi la metà dei lavoratori in entrata verrebbe impiegata con contratti a termine (58,7%), con una quota consistente di lavoratori a tempo indeterminato (27%) che comunque conferma una certa stabilità lavorativa. Le assunzioni previste restano concentrate prevalentemente sui lavoratori con esperienza (69%) ed in possesso di una qualifica professionale adeguata alle esigenze del settore (46,6%). Tra i profili professionali più ricercati si segnalano da una parte manodopera specializzata nella costruzione di edifici e dall’altra tecnici della gestione di cantieri edili, seppure per quest’ultimo profilo la difficoltà di reperimento risulti elevata (in oltre l’80% dei casi). 
Per fine marzo sono stimate 11.130 entrate con i maggiori ingressi previsti nella provincia di Verona (21,9%) seguita nell’ordine da Padova (19,9%), Venezia (19%) e Treviso (18%). A Vicenza il mercato del lavoro risulta meno vivace in questa prima parte dell’anno (12,1% del totale delle entrate); chiudono poi le province di Rovigo e Belluno con rispettivamente il 4,8% e 4,3% degli ingressi complessivi previsti.