Economia di Redazione , 24/03/2026 13:18

Confartgianato Veneto lancia l'allarme: "Dal 1° aprile nuovi rincari nell'edilizia"

Edilizia
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Nuova ondata di rincari in edilizia: dal 1° aprile scatteranno ulteriori aumenti dei prezzi dei materiali, i magazzini lo hanno già comunicato alle imprese del settore. A essere colpiti sono soprattutto i prodotti legati al petrolio come il bitume e all’energia, dal polistirolo alla lana di roccia, fino ai costi di trasporto che sono già aumentati del 15%. 
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Veneto, che evidenzia come il sistema delle costruzioni stia vivendo una fase di forte pressione, aggravata dall’instabilità geopolitica internazionale e dalle tensioni sui mercati energetici. A subire aumenti saranno proprio diversi prodotti chiave per i cantieri:
Polistirolo (cappotti termici): +15%, legato all’andamento del petrolio 
Lana di roccia: fino al +30%, a causa dei costi energetici del processo produttivo 
Pitture: +5% 
Trasporti: +15% 
Bitume (guaine): +20%
Tubi Pvc : 20%
Latterizi (coppi e mattoni): +20%

Altri materiali, come cartongesso e rasanti, risultano al momento più stabili, ma arrivano già da precedenti rialzi (ad esempio cartongesso e cemento hanno registrato aumenti attorno al +10%). 
In Veneto il comparto dell’edilizia artigiana conta 35.700 imprese – tra edili, marmisti, pittori e posatori – e rappresenta circa un terzo dell’intero tessuto artigiano regionale, dando lavoro a quasi 65.000 addetti. Un sistema diffuso e capillare che oggi risente in modo diretto delle tensioni sui prezzi delle materie prime e dei costi energetici. “Sembrava che, conclusa la fase del Superbonus 110%, i prezzi potessero rientrare – spiega Thomas Fantin, Presidente della federazione edilizia di Confartigianato Imprese Veneto - invece assistiamo a una nuova crescita che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese. Nel comparto dei lavori pubblici, le imprese possono oggi contare su uno strumento di protezione introdotto dal nuovo Codice degli appalti (D.Lgs. 36/2023), l’articolo 60 prevede infatti l’obbligo di inserire nei contratti clausole di revisione prezzi, ma chi lavora nel privato non ha tutele – chiarisce Fantin" .

Secondo il Codice degli appalti quando i costi dei materiali superano determinate soglie (3% per i lavori), scatta un meccanismo automatico di adeguamento basato su indici ufficiali, che consente di compensare gran parte degli aumenti: un cambio di paradigma importante, che evita alle imprese di lavorare in perdita e contribuisce a garantire la continuità dei cantieri pubblici anche in contesti economici instabili.
“Ben diversa è la situazione per gli interventi nel mercato privato, dove queste tutele non esistono – chiarisce Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto - qui gli artigiani si trovano a dover assorbire direttamente gli aumenti o a rinegoziare contratti spesso già sottoscritti: è proprio nel settore privato che si concentra oggi la maggiore criticità – evidenzia Confartigianato Imprese Veneto – perché manca un sistema di compensazione automatica come quello previsto negli appalti pubblici”.

“Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di rincari che non possono gestire da sole”, continua Fantin, per questo Confartigianato Imprese Veneto chiede al Governo interventi concreti e immediati come la velocizzazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, semplificazione e maggiore rapidità nel versamento di IVA e ritenute fiscali , incentivi per l’autoproduzione energetica nei cantieri e nelle sedi aziendali

“A tali criticità si aggiungono poi tutti quei fattori che incidono negativamente sulla liquidità corrente – aggiunge Boschetto - come ad esempio la ritenuta d’acconto dell’11% sui cosiddetti “bonifici parlanti” e il meccanismo dello split payment: un’ipotesi di ristoro potrebbe proprio essere quella di  limitare i meccanismi di anticipazione di cassa a carico delle imprese, favorendo quantomeno una più rapida compensazione tramite crediti d’imposta con procedure semplificate e tempi certi. Riteniamo importante, poi, rafforzare il monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione per prevenire fenomeni distorsivi, conclude Boschetto”.