Economia di Redazione , 28/02/2026 9:15

Confartigianato: "In Veneto 10mila edifici storici pronti al restauro"

Confartigianato Imprese Veneto
Confartigianato Imprese Veneto

Sono 10.940 gli edifici residenziali storici non vincolati che in Veneto necessitano oggi di interventi di restauro e valorizzazione. A questi si aggiungono 28.360 immobili di pregio che rappresentano il mercato potenziale futuro, per un totale di oltre 39 mila edifici con caratteristiche architettoniche e costruttive di valore, esclusi dai vincoli ministeriali ma bisognosi di competenze specialistiche.
È quanto emerge dalla ricerca “Il mercato del restauro. Potenzialità di intervento nel patrimonio edilizio storico non sottoposto a vincolo”, realizzata da Smart Land per Confartigianato Imprese Veneto, presentata a Padova.

Lo studio analizza per la prima volta in modo sistematico il patrimonio storico residenziale e manifatturiero costruito prima del 1945 e non sottoposto a vincolo diretto del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di quantificare le opportunità di intervento per le imprese artigiane edili e del restauro.

In Veneto un edificio su cinque è stato costruito prima del 1945, si tratta di 206.488 edifici residenziali storici ovvero il 19,5% del patrimonio residenziale totale. Il numero varia a seconda dei territori, Belluno, ad esempio, risulta la provincia con il peso maggiore di edifici storici (il 40% del totale), seguita da Verona e Vicenza. Di questi 55.000 edifici (27%) risultano in stato manutentivo mediocre o pessimo. Secondo i dati del Ministero della Cultura in Veneto gli immobili storici sottoposti a vincolo sono solo 12.500 immobili, circa il 6%, allo stesso tempo si contano 194.000 edifici storici non vincolati. Degli edifici non vincolati la ricerca rivela che 39.300 rilevano caratteri di pregio dei quai il 27,8 % si trova in uno stato che necessita interventi per la sua valorizzazione: si tratta di 10940 edifici pari a circa il 20% del patrimonio storico complessivo in pessimo mediocre stato manutentivo.

I caratteri considerati di pregio che la ricerca ha preso in considerazione sono diversi: elementi decorativi simbolici, paraste, fasce marcapiano o cornici, uso della pietra, mattoni e muratura a vista spesso coperti da intonaci grezzi, presenza di elementi accessori contestuali che rafforzano il carattere storico del complesso, finestre spesso ad arco ribassato con cornici realizzate in pietra, mattoni o semplicemente dipinte; balconcini con ringhiere in ferro o balaustre murarie o in pietra scolpita, ingressi principali spesso con archi a tutto sesto in pietra o mattoni, vista di camini monumentali ben evidenti in facciata.
Accanto al comparto residenziale emerge anche il fronte manifatturiero. Nel 1951 in Veneto erano attivi oltre 3 mila opifici di grandi dimensioni, 48.000 complessivi includendo anche quelli più piccoli; oggi si stimano 2.745 grandi plessi produttivi storici di pregio non vincolati di cui il 22% ha nel corso degli anni perso il carattere originale per sovrapposizioni o demolizioni, il 26% ha già subito interventi di ristrutturazione.
Di questi, 1.432 necessitano di interventi: 881 richiedono ristrutturazioni parziali o totali, mentre 550 si trovano in stato di degrado o abbandono. È la geografia dell’archeologia industriale veneta – mattoni pieni a vista, grandi aperture ad arco, strutture metalliche – che può tornare a essere spazio produttivo, culturale o residenziale.

“Questa ricerca dimostra con numeri chiari che il mercato del restauro non si esaurisce nei beni vincolati - dichiara Thomas Fantin, Presidente della Federazione Edilizia di Confartigianato Imprese Veneto - abbiamo oltre 10.900 edifici pronti per interventi immediati e più di 28 mila che rappresentano il mercato potenziale dei prossimi anni”.

Fantin sottolinea come il patrimonio non vincolato rappresenti uno spazio di intervento più rapido e meno burocraticamente complesso, ma che richiede comunque competenze specialistiche: “non si tratta di edilizia generica. Servono artigiani edili con competenze settoriali, capaci di intervenire su materiali storici, su tecniche costruttive tradizionali, su edifici che hanno un’identità precisa”.