Economia di Redazione , 18/10/2025 11:20

Direttiva UE: case green entro il 2030, ma i costi saranno altissimi. Allarme dell'Ascom

Case green
Case green

1.250 miliardi di euro. E' il costo che graverà sui proprietari di casa che entro il 2030, stando ad una direttiva UE, dovranno migliorare l'efficienza energetica delle proprie abitazioni.

“Lo dico: per il mercato immobiliare sarà una tragedia!” Silvia Dell’Uomo, presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcommercio Ascom Padova, non va tanto per il sottile. D’altra parte i numeri sono numeri e non raccontano niente di buono. “A Padova ci sono circa 116 mila alloggi ma in Italia – riferisce Dell’Uomo – sono 5 milioni i condomini, la maggior parte costruita nel secolo scorso. Poi ci sono 20 milioni di abitazioni realizzate tra il 1961 e il 2000 e che sono circa i due terzi del totale. Ma abbiamo anche 3,3 milioni di case che hanno più di 100 anni e un 10%, pari a circa 4 milioni, sono quelle edificate in questo secolo per cui, almeno in linea teorica, quelle che dovrebbero avere meno problemi”.
Evidentemente un’enormità.  “Infatti – continua Dell’Uomo – i 1.250 miliardi di euro in 7 anni si riferiscono alla necessità di ridurre il consumo medio di energia del 16% entro il 2030 e dovrebbero essere coinvolti il 15% degli immobili rientranti nelle classi F e G. Fatta dunque la tara dovremmo essere nell’ordine di 500mila edifici pubblici e 5 milioni di edifici privati. Secondo voi, sarà mai possibile arrivare a quell’obiettivo?”
La direttiva europea chiede che si abbassino le classi energetiche di due gradi, il che significa che i condomini saranno chiamati a sborsare almeno 40mila euro. “La prospettiva – mette in guardia la presidente della Fimaa Confcommercio Ascom – è quella che sarà quasi impossibile vendere il proprio immobile a meno che non si decida di svenderlo. Una mazzata per le famiglie. Sento dire – riflette ancora Dell’Uomo - che bisognerebbe pensare ad uno strumento legislativo teso a sostituire i vecchi edifici con nuove costruzioni che costano meno. Un’idea ambiziosa. Ma come facciamo? Abbattiamo il vecchio per fare il nuovo? Perché se pensiamo al nuovo in aree nuove non è che il consumo di suolo si sposi molto con la politica green”.
Portare l’efficientamento significa pertanto confrontarsi con una sfida tecnica e anche organizzativa. “Se penso al superbonus come ad un metro di paragone– conclude Dell’Uomo – non propendo per l’ottimismo. I prezzi dei materiali sono andati alle stelle e il bilancio dello Stato ne sta pagando le conseguenze. Forse servirebbe un intervento sul tipo del PNRR”.