Economia di Redazione , 06/08/2022 5:52

CGIA: Il Veneto torna ad essere la locomotiva economica del paese

Crescita Pil (tabella CGIA di Mestre)
Crescita Pil (tabella CGIA di Mestre)

Il Nordest torna a trainare l’economia del Paese. Nel 2022, infatti, il Pil del Veneto è destinato ad aumentare del 3,4%. Nessuna altra regione italiana è destinata a fare meglio. Subito dopo scorgiamo la Lombardia con il 3,3 e l’Emilia Romagna con il 3,2. Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige registrano entrambe una variazione del +2,7 per cento. In coda, invece, scorgiamo le Marche con un aumento del 2,4 per cento, la Basilicata con il 2,3 e, infine, la Calabria con il 2,1. 
I dati emergono da un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA sugli scenari territoriali presentati nelle settimane scorse da Prometeia. Entro quest’anno, inoltre, solo 7 regioni su 20 recuperano il livello di Pil che avevano prima dell’avvento della pandemia (2019). Esse sono: Trentino Alto Adige (+0,1 per cento), Puglia e Abruzzo (+0,2), Emilia Romagna (+0,3), Valle d’Aosta (+0,8), Lombardia (+1,2 per cento) e Friuli Venezia Giulia (+1,6). Le altre 13, invece, ancora no. Le realtà territoriali che faticano più delle altre a recuperare il terreno perduto sono la Toscana (-1,4 per cento), la Calabria (-1,8) e, infine, la Sardegna (-2,1). Il Veneto registra una variazione del -0,1%.

CRISI TEDESCA POTREBBE RALLENTARE IL NORDEST Rispetto alle previsioni presentate in queste ultime settimane dai principali istituti economico–statistici nazionali, quelle richiamate in questa analisi sono, invece, più prudenti. Nel 2022, infatti, la crescita media del Pil italiano è stimata al 2,9%. Un livello inferiore a quello ipotizzato, ad esempio, nelle settimane scorse dalla Banca d’Italia (+3,2 per cento) o al dato sulla crescita acquisita dall’Istat (+3,4). L’Ufficio studi della CGIA ritiene, infatti, che il prossimo autunno sarà caratterizzato da uno scenario economico-sociale particolarmente difficile. Il caro energia, l’inflazione galoppante, gli sviluppi della guerra in Ucraina e una possibile recrudescenza del Covid potrebbero “frenare” con più forza di quanto previsto lo slancio economico maturato in Italia nella prima parte di quest’anno. Anche i forti segnali di crisi che stanno investendo l’economia tedesca non lasciano presagire nulla di buono. Tutti sanno quanto la nostra economia sia legata ai Länder tedeschi. I nostri prodotti del tessile, abbigliamento, calzature, mobilio e della componentistica dell’auto sono molto richiesti in Germania. Se, come sostengono molti economisti, Berlino dovesse nel prossimo inverno scivolare verso la recessione a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e della carenza di gas, le conseguenze negative sarebbero avvertite anche a Nordest.

LA RIPRESA È ARRIVATA DA AIUTI, TURISMO, INVESTIMENTI ED EXPORT Gli aiuti pubblici erogati dal Governo Draghi per contrastare la crisi, il buon andamento delle presenze turistiche, gli investimenti (in particolar modo nelle costruzioni) e l’export sono le voci più significative che stanno puntellando la ripresa economica in atto. “Per quanto concerne i consumi delle famiglie che – ricorda la CGIa – costituiscono il 60 per cento circa del Pil nazionale, dovrebbero salire, rispetto al 2021, del 2,8 per cento, anche se rispetto al 2019 sono ancora inferiori del 4,1. A livello regionale, le variazioni 2022 su 2021 più importanti si segnalano in Lombardia, e Veneto (ambedue +3,4 per cento) e in Valle d’Aosta (+3,3). Per quanto concerne gli investimenti, quest’anno aumentano del 9,9 per cento, con punte del 10,4 in Lombardia, del 10,3 per cento in Emilia Romagna e del 10,2 per cento in Sicilia, Piemonte, Campania e Puglia”.
In Veneto gli investimenti si “fermano” al +10%. Rispetto alla situazione pre-Covid, il dato medio nazionale è aumentato addirittura del 16,9% (in Veneto +15,8). In merito all’export, infine, quest’anno il dato nazionale dovrebbe aumentare del 6,3 per cento, con picchi particolarmente positivi in Sicilia (+15,5 per cento), Liguria (+12,3), Valle d’Aosta (+12,2) e Calabria (+11,8). Nella nostra regione l’incremento sarà del 6 per cento. Rispetto a 3 anni fa, le vendite italiane all’estero sono incrementate del 9 per cento, in Veneto, invece, del +9,5.