Economia di Redazione , 03/05/2021 16:20

Terziario in ginocchio, Padova perde 2,6 miliardi di spesa

Padova, terziario in ginocchio

Quasi il 10% in meno. Per la prima volta, dopo venticinque anni di crescita ininterrotta, un rapporto di Confcommercio evidenzia come si sia ridotta la quota di valore aggiunto del terziario al cui interno i settori del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti arrivano a perdere complessivamente il 13,2%; i maggiori cali nella filiera turistica (-40,1% per i servizi di alloggio e ristorazione), seguita dal settore delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (-27%) e dai trasporti (-17,1%); ma gli effetti della pandemia hanno “impattato” in maniera consistente anche sui consumi con quasi, solo per Padova, una cifra pari a 2,6 miliardi di spesa persa di cui l’83%, pari a circa 2,14 miliardi di euro, in soli quattro macro-settori: abbigliamento e calzature, trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura e alberghi e pubblici esercizi. 


"Per il terziario di mercato – ha commentato il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – si tratta di una flessione drammatica che richiede risposte straordinarie. Senza il nostro contributo, infatti, non ci saranno né ricostruzione né rilancio".
“Oggi – ha proseguito Bertin – la vera questione sul tappeto è mantenere vivo e vitale gran parte del tessuto produttivo dei servizi alle imprese e alle persone. In particolare dobbiamo recuperare la convivialità e rilanciare il turismo in modo così da consentire la ripresa di tutte le attività colpite dalla pandemia. Dobbiamo però stare molto attenti: quando il turismo mondiale riprenderà vigore, se non saremo in grado di essere attrattivi, il rischio sarà quello di trasformare le perdite da momentanee a permanenti”.
Un quadro piuttosto preoccupante anche perché il “rimbalzo” che tanti si aspettavano nel primo trimestre del 2021 non c’è stato. 
“Tra gennaio e marzo 2021 – ha proseguito il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – non sono decollati i consumi e le nuove chiusure di marzo e aprile hanno limitato anche quella minima spinta che poteva derivare dai risparmi delle famiglie”. 


Significativo come oltre il 40% dei servizi di alloggio e ristorazione abbiano avuto una perdita di prodotto otto volte superiore a quella del 2001 nel periodo successivo all'attentato alle Torri Gemelle di New York dell'11 settembre, mentre il settore più penalizzato, subito dopo quelli legati al mondo dei movimenti turistici. è quello delle attività artistiche, intrattenimento e divertimento che hanno registrato un calo rispetto al 2019 di oltre il 27%.