Economia di Redazione , 27/02/2021 12:07

Turismo, crollano Terme e città arte: bene mare

Con il Covid il Veneto ha perso 39 milioni di presenze (-54,4%) e 12,4 milioni di arrivi (-61,1%).

Si registra un vero e proprio crollo delle presenze straniere: -68,3%, più del doppio degli italiani -25,3%

Tiene il mare per gli italiani – 9,1% presenze e -5% arrivi.

In crisi le Terme (-66,1% presenze e -59,1% arrivi) e le città d’arte (-65,3% presenze e -72,1% arrivi).





“Finalmente, dopo più di 30 anni, torna nel Governo un Dicastero dedicato esclusivamente al turismo e con un proprio portafoglio. Per il Veneto, 'locomotiva' del turismo in Italia, con numeri che la pongono da anni saldamento al primo posto sia per arrivi che per pernottamenti, è una buona notizia in un periodo in cui ce n'era veramente bisogno. Negli ultimi anni la filiera del turismo è stata relegata ad una competenza secondaria di altri dicasteri considerati più importanti. Ora che il comparto è in una situazione drammatica, l'avere di nuovo istituito questo Ministero nel Governo è per noi un segnale positivo e vogliamo cogliere l'occasione per metterci a disposizione perché si mettano da subito le basi per una vera ripartenza non appena sarà possibile". Lo afferma Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto aggiungendo che “un ruolo fondamentale per il confronto Governo/Regioni sarà la ‘Veneto in Action Commission’ organismo stabile di indirizzo e coordinamento anticipato nei giorni scorsi dal Presidente Luca Zaia, e al quale ci candidiamo come componenti. Da tempo infatti auspichiamo un’unica regia regionale di supporto alla programmazione ed al coordinamento di tutte le iniziative da intraprendere sul territorio. Dalla mobilità allo sviluppo delle infrastrutture, dalla promozione economica e gastronomica allo sviluppo del turismo, della cultura e dell’istruzione. Un luogo dove impostare un vero e proprio piano di marketing territoriale”.

Il rapporto 2020 della Regione Veneto, evidenzia un rilevante calo delle presenze: -54,4% rispetto al 2019 che equivale ad una perdita di 38,8 milioni di presenze (-12milioni 334mila arrivi). Emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-25,3%) rispetto a quelle straniere (circa -68,3%). Tiene il mare per gli italiani – 9,1% presenze e -5% arrivi. Per le Terme (-66,1% presenze e -59,1% arrivi) e le Città d’arte (-65,3% presenze e -72,1% arrivi) le performances peggiori. Si stima, quindi, che la crisi tagli oltre il 60% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 ed il 63% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica che, per l’artigianato veneto, significa 16mila312 imprese (al 31 dicembre 2020). Aziende che nel corso dell’anno hanno registrato un tasso di sviluppo peggiore -1,1% rispetto al totale artigianato -0,9%. Le cessazioni sono state ben 1.196. I settori più colpiti sono: le attività ricreative, culturali e intrattenimento (-20,5%; guide ed editoria (-4,1%); orafi ed argentieri (-2,6%); abbigliamento e calzature (-1,9%) e bar caffè e pasticcerie -1,7%.

“Di fronte a questi numeri da brivido – sottolinea Boschetto – il dicastero e la commissione regionale devono lavorare per promuovere un percorso originale di sviluppo del turismo che sappia valorizzare le identità del nostro sistema di offerta, il ruolo della piccola impresa nella filiera turistica e che sia capace di rispondere alle aspettative delle persone che vanno in vacanza, nel rispetto delle compatibilità sociali e ambientali. La dimensione e le caratteristiche delle nostre imprese costituiscono un fattore identitario, un valore unico che oggi, nonostante le difficoltà, sta permettendo al sistema turistico di sopravvivere grazie alla rapidità decisionale, alla flessibilità, alla creatività e all’attaccamento al territorio in cui operano”.

Secondo il Presidente di Confartigianato Veneto “occorre costruire proposte turistiche in grado di preservare l’autenticità dei nostri territori e di mantenerli luoghi vivi e attrattivi, di combattere lo spopolamento e favorire la qualità della vita dei residenti e le attività produttive che prosperano in un sistema ecosostenibile. Prima della pandemia – spiega Boschetto - molte località fra quelle più ricercate dai turisti, anche nella nostra regione, hanno rischiato di perdere la loro identità, le botteghe hanno lasciato il posto a negozi stereotipati, le abitazioni sono state sostituite da affittacamere, spesso abusivi, e anche molti ristoranti hanno abbandonato la cucina locale per menù anonimi e standardizzati. Noi crediamo – conclude – che sia indispensabile rilanciare l’artigianato e il territorio che lo contiene prima che il danno sia irreversibile, perché siamo convinti che la chiave del futuro del turismo sta nell’autenticità e nel benessere di tutta la comunità locale, fatta di imprese, turisti e residenti”.