Cultura di Carlo Della Mea , 01/07/2026 14:23

VIDEO | Litfiba, scarica di pura energia allo Sherwood: in 7.000 per i quarant'anni di 17 Re

Il servizio TgPadova

Già brucia tutta la città quando, puntuali alle 21, i Litfiba sbucano dalle quinte dello Sherwood Festival. A Padova ci sono 34 gradi, molti di più sotto il palco. La temperatura sale ancora, trasformandosi in una vera febbre rock per gli oltre settemila fan accorsi alla seconda tappa del tour "Quarant'anni di 17 Re", partito pochi giorni fa da Perugia. Per la prima volta nella loro storia, Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo riportano dal vivo l'intero album: pubblicato nel 1986 e diventato, con il tempo, una pietra miliare della new wave italiana. Un disco che all'epoca divise la critica ma che quarant'anni dopo continua a parlare al presente. Per temi. Per suoni. Per esecuzione. 

La scaletta è un viaggio negli anni Ottanta. C'è però una curiosità che conquista anche gli appassionati più fedeli: "17 Re", la canzone che dà il titolo al tour, viene eseguita dal vivo pur essendo rimasta fuori dall'album originale perché allora ritenuta non all'altezza del resto del disco. Quarant'anni dopo trova finalmente il suo posto naturale, in apertura di concerto. In due ore e mezza di spettacolo, Pelù non canta soltanto. Domina il palco. Racconta, provoca, sorride, arringa. Ogni introduzione diventa un piccolo comizio rock. Tornano i temi che hanno attraversato tutta la carriera dei Litfiba: il rifiuto della guerra, l'obiezione di coscienza, la critica ai rapporti di forza tra le potenze mondiali. L'invito a mantenere uno spirito critico e militante. E poi il tricolore. Lo sventola, Pelù: a respingere l'idea che possa appartenere a una sola parte politica, a rivendicare il simbolo con orgoglio.

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