Cronaca di Redazione , 06/11/2026 12:16

VIDEO | Suocera soffocata a Villatora: al Ris dna e impronte

L’ex impiegato 70enne Enrico Marigo aveva subito confessato, anzi: era stato lui stesso lo scorso 13 settembre a chiamare i carabinieri e il 118, ammettendo immediatamente: "Venite, ho ucciso mia suocera. Non ne potevo più".

Il dramma attorno all’ora di pranzo nella casa di via Bolzano a Villatora di Saonara, che aveva portato all’arresto dell’uomo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa della vittima.

Il 70enne si trovava al momento da solo in casa con la suocera 96enne, Maria Zanasca, affetta da grave demenza senile, allettata.

Chiamato per l’ennesima volta, ha raccontato di essere andato da lei, sul letto e averle tappato il naso e la bocca, usando anche un sacchetto di plastica per coprirle gli occhi.

L’anziana era morta in 3 minuti, come ha confermato l’autopsia.

Un gesto di esasperazione, in un atroce dramma familiare: la stessa moglie di Marigo e figlia della vittima aveva difeso il marito dicendo che erano stati abbandonati in una situazione difficile, non riuscendo a trovare un’assistenza adeguata per l’anziana, denunciando la solitudine e il totale abbandono da parte delle istituzioni nell'assistenza alla madre malata. 

Nonostante la confessione e il quadro probatorio solido, in vista del processo il pubblico ministero Marco Brusegan titolare delle indagini ha fatto inviare i campioni di dna prelevati sul corpo della vittima e quelli dell’indagato al Ris per effettuare una comparazione.

Repertate anche le impronte digitali della camera da letto teatro del gesto estremo.

Sarà esaminato dagli specialisti del Ris anche il sacchetto usato per bendare gli occhi dell’anziana vittima.