VIDEO | Delitto di Fontaniva, seconda udienza. L'imputato diceva: "Bisogna sterminarli"
Ha ucciso il suo vicino di casa albanese, Fatos Cenaj, 59enne guardia giurata, con un colpo di pistola alla testa. Sull’argine di Fontaniva, in un caldo 8 giugno 2025. Alle 7:52 del mattino. L’avrebbe fatto vestito da ciclista. I carabinieri sono arrivati a lui, Moreno Violetto, operaio di 45 anni in cura al centro salute mentale di Cittadella e ora in carcere al Due Palazzi di Padova con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, grazie ad una testimone e alle telecamere di videosorveglianza.
Lo ha ribadito ieri in aula davanti alla pm Maria D’Arpa alla seconda udienza del processo, il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, il tenente colonnello Enrico Zampolli, sentito come testimone per la pubblica accusa nei confronti di Violetto.
Dall’udienza emerge un odio profondo per Cenaj e tutta la sua famiglia, dirimpettai in un vicolo di campagna. Intercettato con un’ambientale dai carabinieri, mentre era in auto con la compagna, Violetto diceva: “Bisogna sterminarli”. Emerge anche che per depistare le indagini Violetto abbia modificato le immagini delle telecamere della sua abitazione per spostare in avanti la sua uscita di casa. E che dopo aver sparato un colpo di pistola alla testa di Cenaj abbia cercato di farsi visitare alla mano destra per sostenere che non riuscisse a muoverla.
La prossima udienza è stata fissata per lunedì 9 novembre. Per Violetto, che aveva confessato, è stata chiesta la pena dell’ergastolo.

