VIDEO | Un anno di dolore: commemorazione dei 3 Carabinieri morti a Castel d'Azzano
I volti del dolore. Sono i parenti delle 3 vittime della strage di Castel D’Azzano. Caserma dei Carabinieri di Via Rismondo, a Padova. Comando della Legione Veneto. La presenza del comandante regionale, Ettore Bramato. Nella mattinata una cerimonia privata, concelebrata da Padre Federico Lauretta. All’uscita, sotto scorta, nessuno parla. Ma il silenzio dice ancora tutto. Il ricordo di quella tragica alba di un anno fa. 14 ottobre 2025. Durante un'operazione congiunta delle forze dell'ordine, per eseguire uno sfratto, un'esplosione nel casolare dei fratelli Ramponi uccise tre miltari dell’arma, Valerio Daprà, Marco Piffari e Davide Bernardello. Altre 26 persone rimasero ferite nell'esplosione del casolare, tra le quali anche Maria Luisa Ramponi, accusata assieme ai fratelli Franco e Dino di strage in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di materiale esplosivo. La miccia che innescò la tragica esplosione sarebbe stata accesa dalla donna, che nella deflagrazione riportò gravi ustioni. I tre fratelli sono in carcere e sono stati rinviati a giudizio: il processo, il 26 ottobre in Corte d'Assise. Non tutti i carabinieri coinvolti nell’operazione del 14 ottobre 2025 sono ancora tornati in servizio. Su di loro non pesano soltanto le ferite e i traumi fisici subiti ma anche – e soprattutto – le difficoltà, anche psicologiche, di tornare alla normalità dopo aver visto morire colleghi con i quali erano partiti quella mattina. Nei loro confronti l’Arma ha previsto un percorso di accompagnamento per aiutarli a superare il trauma vissuto nella campagna veronese dodici mesi fa.

