VIDEO | Tribunale Islamico, Cisint: "Chi vuole normalizzare il ripudio non può insegnare"
"Chi pretende di legittimare il ripudio e ha messo in piedi un’organizzazione che vuole sostituire le nostre leggi con la Sharia, creando uno Stato nello Stato, non può esercitare la professione di avvocato e addirittura insegnare nelle università pubbliche dello stesso Stato di cui vuole sovvertire le regole”.
Così Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, dopo aver scoperto la pubblicazione di un saggio giuridico redatto nel 2015 dall’avv. Vanin, docente all’Università di Padova, dal titolo ‘Ripudio islamico, principio del contraddittorio e ordine pubblico italiano’. “Per questo, dopo aver chiesto la sua radiazione dall’Albo degli avvocati, ho presentato, per tramite dei miei colleghi a Roma, un’interrogazione al ministro Bernini per chiedere che venga escluso dall’insegnamento nelle università pubbliche. Le nostre università non possono essere contaminate da fanatici islamici in giacca e cravatta che cercano di normalizzare e legalizzare la Sharia in casa nostra” ha aggiunto l'eurodeputata.
“Con il suo ‘tribunale islamico’, Vanin ha dichiarato ‘guerra’ al nostro Stato, così come tutti i promotori dell’islam politico. Ora serve una risposta forte: innanzitutto, cacciare dalle nostre istituzioni, scuole e università chi promuove ordinamenti paralleli incompatibili con le nostre leggi e con i principi della nostra democrazia. Domani (giovedì 15 ottobre, ndr) saremo con Matteo Salvini in via Turazza, davanti alla moschea abusiva che da più di dieci anni tiene in ostaggio un intero quartiere e che il sindaco non è ancora stato in grado di far chiudere. Un luogo simbolo dell’inginocchiamento di certa sinistra all’islam più radicale” ha concluso Cisint.

