Cronaca di CDM , 13/10/2026 11:51

VIDEO | Genitori e figli, la sfida dell'autonomia: "La psicologia aiuta a ripristinare le guide"

Il servizio TgPadova

La psicologia ha aperto le porte e 1.200 persone hanno varcato quelle di università, musei, biblioteche e teatri per scoprire quanto la psicologia riguardi la quotidianità. Per due giorni, in contemporanea a Padova, Treviso e Verona, il Festival della Psicologia “La Psicologia delle relazioni che ci attraversano”, organizzato dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, ha portato la psicologia fuori dagli studi e dagli ambulatori, avvicinando cittadini e professionisti ai temi delle relazioni: con sé stessi, con gli altri e con il mondo.

Le parole della psicologia sono ormai entrate nelle conversazioni quotidiane. Il Festival ha dato alla cittadinanza l’occasione di andare oltre quelle parole, fare domande, confrontarsi con gli esperti e trovare strumenti per leggere esperienze che toccano tutti: la solitudine, la famiglia, l’identità, il corpo che cambia, la violenza nelle relazioni, il rapporto con la tecnologia, le guerre lontane che entrano nella vita di ogni giorno. “Potremmo dire che la psicologia è riuscita a entrare nelle vite di molti cittadini che in questo fine settimana sono venuti ai nostri eventi - spiega Luca Pezzullo, dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto. Come Ordine volevamo un Festival fortemente aperto alla cittadinanza, perché è alla cittadinanza che la psicologia parla: riguarda le nostre vite quotidiane, chi siamo, i legami che costruiamo e il mondo in cui viviamo. Tre città coinvolte contemporaneamente, con decine di appuntamenti, molti relatori, laboratori esperienziali e spettacoli teatrali, modi diversi per avvicinare le persone alla psicologia e parlare a tutti di benessere e del prendersi cura di sé. Volevamo farlo in una maniera diretta, libera, facile e gratuita”.

A Padova il confronto è partito dall’Aula Nievo del Bo, dal rapporto con sé stessi e dal linguaggio con cui oggi parliamo di psicologia. A Treviso il Festival ha guardato alle relazioni più vicine: famiglia, coppia, amicizia, adolescenza, social, violenza e solitudine. Il confronto è partito dai genitori. Più informati e attenti ai bisogni dei figli, ma anche più insicuri e soli, sono i genitori descritti da Manuela Fili, psicologa e psicoterapeuta, attraverso tre immagini dell’ipercontrollo. “Il genitore elicottero interviene in emergenza, ma finisce per sostituirsi alle risorse a cui il figlio dovrebbe attingere. Il genitore spazzaneve spiana la strada, rimuove gli ostacoli al posto del figlio. Il genitore tigre pretende le massime prestazioni: il figlio deve eccellere a scuola, nello sport e nelle altre attività - spiega Fili -. In modi diversi, questi atteggiamenti possono portare nei figli mancanza di autonomia, insicurezza, ansia di prestazione e ansia sociale. Sono gli altri a decidere al loro posto e non viene lasciato spazio per allenarsi a trovare la propria strada, tollerando frustrazioni e sbagli”. I dettagli nel servizio TgPadova.