Cronaca di Redazione , 08/10/2026 13:39

Camera arbitrale islamica, l'avvocato Vanin: "Non esercitiamo giustizia alternativa"

Avvocato Omar Vanin
Avvocato Omar Vanin

In merito all'esposto presentato dall'avvocato Francesco Minutillo di Futuro nazionale sulla Camera arbitrale islamica Italiana di Padova, interviene l'avvocato Omar Vanin, Presidente della Camera Arbitrale Islamica.

“In queste ore siamo, nostro malgrado, al centro di un’attenzione mediatica che ci ha lasciati disorientati. Siamo avvocati e professionisti che si sono trovati, da un giorno all’altro, a fare i conti con una rappresentazione della nostra attività spesso fondata su informazioni fuorvianti e non corrispondenti alla realtà di ciò che facciamo. Vogliamo dirlo con chiarezza: la Camera Arbitrale Islamica Italiana non è un tribunale, non esercita una forma di “giustizia alternativa” e non potrebbe essere altrimenti. Svolgiamo attività di arbitrato: uno strumento molto diffuso e da sempre previsto dall’ordinamento italiano, finalizzato alla risoluzione delle controversie in ambito commerciale e patrimoniale. Lo facciamo per offrire uno strumento a imprese e persone, incluse quelle di fede islamica che, per cultura e orientamento religioso, scelgono di seguire alcuni principi dell’Islam in materia commerciale, come il divieto di interessi, i principi di equità nelle transazioni e la ricerca di una risoluzione consensuale delle controversie. Sempre e comunque nel rispetto della legge italiana. Abbiamo provato sulla nostra pelle cosa significhi ritrovarsi esposti pubblicamente sulla base di informazioni che riteniamo inesatte. Abbiamo, per nostra fortuna, gli strumenti giuridici per tutelare la nostra onorabilità e la nostra reputazione e, se necessario, ricorreremo alle sedi opportune. Ci dispiace constatare come anche soggetti che rappresentano le istituzioni possano contribuire, attraverso dichiarazioni e prese di posizione, ad amplificare una narrazione che rischia di alimentare contrapposizioni e conflitti. La nostra attività nasce esattamente dalla volontà opposta: offrire strumenti di dialogo, mediazione e risoluzione delle controversie, nel pieno rispetto dell’ordinamento italiano”.