Camera arbitrale islamica, Avvocato Vanin: "Seguiamo solo ambito commerciale e patrimoniale"

"Di arbitrato ci si può occupare solo in ambito commerciale e patrimoniale". Lo afferma Omar Vanin, presidente della Camera arbitrale islamica in Italia, sentito dall'ANSA. Certo, può succedere "che ci siano questioni economiche tra parenti", ma la Camera non può occuparsi del diritto di famiglia: "Non solo non potremmo, non è neanche nel progetto. È fuori dallo schema dell'arbitrato e non ci compete".
Insomma, la Camera arbitrale si può occupare di temi come l'applicabilità degli interessi nei ritardi di pagamento e contratti "che hanno elementi di aleatorietà particolarmente elevato, che vanno trattati con maggiore delicatezza in caso di diritto musulmano". Oppure ancora "preliminari di vendita, che possono essere conclusi con alcune cautele rispetto ai nostri ordinamenti". Ad esempio? "Il preliminare per la casa, un contratto su qualcosa che avverrà, una tipologia che nella tradizione giuridica musulmana va affrontato con le pinze". Esclusi accordi prematrimoniali: "Là entriamo nell'ambito familiare, non ci occupiamo del diritto di famiglia".
Per ora la Camera arbitrale non ha ancora dovuto prendere decisioni: "Non abbiamo procedimenti pendenti e non abbiamo emesso lodi, ma - aggiunge Vanin - abbiamo contezza di accordi commerciali in cui la clausola che innesca l'arbitrato è stata inserita".
COMUNITA' ISLAMICA D'ITALIA SI SMARCA Nel frattempo l'Unione delle comunità islamiche d'Italia si era già espressa contro la "sedicente" Camera arbitrale, "promossa da soggetti sconosciuti alle comunità islamiche italiane e privi di qualsiasi mandato da parte loro". Iniziative di questo tipo "non possono essere accettate dai musulmani italiani", ha ammonito l'Ucoii, perché "in Italia la giustizia è amministrata dai tribunali della Repubblica".

