Camera Arbitrale Islamica, Assessore Bonavina: "No processi alle intenzioni"

"Come amministrazione comunale siamo molto attenti a ciò che succede nella nostra città. Qua si parla di una camera arbitrale, un istituto di diritto privato, per cui assolutamente libera purché segua il codice di procedura civile. Noi non sappiamo cosa succede lì dentro, ma non possiamo fare un processo alle intenzioni".
Così l'assessore alla sicurezza del Comune di Padova, Diego Bonavina, commenta la vicenda della Camera arbitrale islamica con sede in città. "Siccome è stato fatto un esposto, se la magistratura lo ha ritenuto fondato darà incarico alle forze polizia di fare accertamenti e indagini - prosegue Bonavina, che è anche avvocato -. Io ho mandato la Polizia municipale a fare approfondimenti e quella è la sede di uno studio professionale, quindi servono cautele per accedere. Dobbiamo aspettare che il magistrato competente disponga accertamenti: se vuole incaricare la Polizia locale, ben venga".
In ogni caso, sottolinea l'assessore, "se quella è una camera arbitrale costituita secondo il codice di procedura civile, c'è poco da fare. Se invece vengono trattate questioni uomo-donna in cui lei soccombe in quanto donna, è pacifico che bisogna prendere contromisure".

