Cronaca di Redazione , 03/10/2026 11:57

VIDEO | Tre anni dalla strage del bus di Mestre, deposti fiori sul luogo dell'incidente

Tre anni dalla strage del bus di Mestre

Tre anni dopo, il punto della tragedia è ancora lì: è cambiato il cavalcavia, sono cambiate le barriere, sono partiti nuovi cantieri, ma sotto quel tratto di strada, dove la sera del 3 ottobre 2023 un autobus precipitò per una decina di metri, resta il ricordo delle 22 persone che persero la vita. Una ferita che oggi, nel terzo anniversario dalla strage di Mestre, si intreccia con una fase decisiva dell’inchiesta. 
Era il 3 ottobre 2023, poco prima delle 19.40, quando il bus elettrico de La Linea, con a bordo numerosi turisti, uscì di strada sul cavalcavia superiore di Marghera e precipitò sulla strada sottostante. Il bilancio: 22 morti, 14 feriti. Tre anni dopo, la vicenda giudiziaria sul caso si avvicina ad un passaggio decisivo: mercoledì 7 ottobre la giudice per le indagini preliminari Benedetta Vitolo dovrà pronunciarsi sulle richieste di patteggiamento presentate dai sette dirigenti e tecnici del Comune di Venezia coinvolti nell'inchiesta. Si tratta di Simone Agrondi, Roberto Di Bussolo, Alberto Cesaro, Diego Costantini, Guido Stagno Andriolo, Franco Fiorin e Fabio Pascon. Per loro sono stati raggiunti accordi con la Procura con pene inferiori ai due anni.
Al centro delle contestazioni c’è soprattutto la gestione della sicurezza del cavalcavia e, in particolare, quel varco nella barriera di protezione attraverso il quale il bus finì nel vuoto. 
L'inchiesta ha ricostruito negli anni la gestione e la manutenzione della struttura, concentrandosi sulle condizioni delle protezioni e sulle decisioni assunte nel tempo dagli uffici comunali. Sono più di cento i familiari che, a distanza di tre anni, hanno già ottenuto un risarcimento per la morte di un loro caro o per le conseguenze delle ferite che hanno riportato quella sera. In totale, si parla di oltre 20 milioni di euro. 

L’amministrazione, nel frattempo, ha fatto sapere di aver rafforzato negli anni le risorse destinate ai rischi e ai contenziosi e di esser pronta ad affrontare nuove eventuali conseguenze economiche che dovessero derivare dal procedimento. Intanto, il luogo della tragedia è cambiato: in questi tre anni il sistema di cavalcavia che collega Mestre e Marghera è stato interessato da milioni di euro di interventi. Nuove barriere, rifacimento dell'asfalto e dei giunti, lavori di rafforzamento statico e antisismico, interventi sulle strutture e sull'illuminazione. Sul cavalcavia superiore, proprio quello dal quale precipitò il bus, è partito lo scorso agosto un nuovo maxi-cantiere, articolato in sei fasi e destinato a proseguire per oltre un anno. 
La strada, insomma, non è più quella della sera del 3 ottobre 2023, ma resta quindi ancora aperta la vicenda giudiziaria. Mentre si aspetta la decisione attesa per mercoledì 7 ottobre, sotto il cavalcavia continuano a comparire fiori, in memoria di una lunga storia che ancora aspetta la sua conclusione.