Cronaca di Redazione , 01/09/2026 14:20

ULSS 6 | In otto mesi un centinaio di infortuni gravi e 13 incidenti mortali. Indaga lo Spisal

Controlli dello Spisal in cantiere
Controlli dello Spisal in cantiere

Un centinaio di infortuni gravi (intesi con prognosi superiore ai 40 giorni), da inizio anno ad oggi tra Padova e provincia, e 13 incidenti mortali, dei quali 5 con causa ancora da definire (decesso naturale o meno). Tutti gli incidenti mortali hanno riguardato lavoratori di sesso maschile; il 30% ha coinvolto operatori del comparto edile (le dinamiche più rappresentative sono caduta dall'alto per precipitazione nel vuoto e sfondamento della copertura). Da inizio anno ad oggi sono state oggetto di controllo da parte dei tecnici dello SPISAL ULSS 6 complessivamente 1.132 imprese. "Un aspetto fondamentale nell’evento infortunistico è rappresentato dalla percezione del rischio: se un lavoratore è stato ben informato, formato e addestrato sui rischi della propria mansione - commenta il dr. Stefano Ferrarese, direttore dello SPISAL - difficilmente sottovaluterà i pericoli insiti nella sua attività lavorativa e li affronterà con le dovute cautele, facendo proprie in modo fattivo le misure di gestione del rischio individuate dal datore di lavoro".

"Questo vale in modo trasversale per tutti i comparti produttivi, non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per gli autonomi. Questi ultimi in particolare non di rado si espongono al pericolo senza adottare le adeguate misure di sicurezza; l’alibi che spesso emerge - sottolinea il direttore - è la familiarizzazione con il pericolo e quindi la sua sottovalutazione, come conseguenza di innumerevoli anni di attività lavorativa alle spalle. A ciò si può aggiungere il fatto che nel caso di un intervento di breve durata, l’adozione di misure preventive ai fini della sicurezza è ritenuta eccessivamente onerosa e quindi svantaggiosa dal punto di vista economico".

Gli infortuni mortali sono eventi che dal punto di vista emotivo e mediatico hanno molta risonanza, ma è necessario ricordare, avverte il dr. Ferrarese, che "anche gli infortuni non mortali hanno un notevole peso sia dal punto di vista sanitario che sociale. E’ necessario rendersi conto che la gestione della sicurezza nel luogo di lavoro non deve essere vissuta come un mero adempimento burocratico, ma è un vero e proprio investimento: riuscire a prevenire un infortunio è interesse di tutti, del lavoratore in primis, del datore di lavoro, della società civile in generale".

"Lo SPISAL in questo scenario ribadisce il suo impegno nel far crescere la cultura della sicurezza nei riguardi dei vari soggetti aziendali e nell’attività di verifica sul rispetto della specifica normativa" ha concluso il direttore dello Spisal.