Programmavano furti e rapine in gioiellerie e banche, 4 indagati: blitz dei Carabinieri

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia, assieme ai militari di Chioggia, San Donà di Piave, Conegliano Veneto e con l'unità cinofila di Torreglia ed Aviano (Pordenone) hanno compiuto un blitz con perquisizioni nelle abitazioni di quattro indagati per tentata rapina aggravata, detenzione abusiva di armi e munizioni e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'indagine, partita a dicembre, ha portato alla scoperta di una rete di spaccio di cocaina tra le province di Venezia e Treviso, e ha impedito una rapina ai danni del caveau di una azienda portavalori in provincia di Padova, che gli indagati avrebbero programmato a ottobre.
Uno degli indagati è stato arrestato per la violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero.
Le perquisizioni, ordinate dalla Procura di Venezia, sono state eseguite dei comuni di Fossò e San Donà, nel veneziano, e Santa Lucia di Piave a Treviso. Sono stati sequestrati in contanti per 28.550 euro, provento dell'attività di spaccio, oltre a tre passamontagna e sei maschere in lattice e semi integrali, un "jammer" per disturbare le frequenze radio, due rilevatori di microspie, munizioni calibro 12, 16 smartphone, che verranno analizzati dalla Sezione Cyber Investigation del Nucleo Investigativo; radio trasmittenti, sistemi Gps per il controllo a distanza, strumentazione per la clonazione di chiavi e per l'accensione forzata di automobili, infine, appunti su gioiellerie e laboratori orafi in varie regioni del Nord Italia.

