VIDEO | Nel segno di Andrea: volley e amicizia a Sant'Ignazio per il terzo Memorial Moretto
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di una targa per diventare luoghi della memoria. Basta tornarci. Il campo da beach volley di Sant'Ignazio è a due passi da casa di Andrea Moretto. Ci veniva quando poteva. Nei ritagli di tempo che il mestiere, la vita, gli lasciavano liberi. O quando non lo tormentavano fantomatici acciacchi: il Vecchio e il volley, si scherniva del resto, quando indossava maglietta e pantaloncini. In via Stefanini aveva iniziato a giocare, da senior. La rete, la sabbia, gli amici. Poche complicazioni. Per questo, forse, non poteva esserci posto migliore per ricordarlo. Per il terzo anno di fila Tiziana e Pier hanno rimesso insieme tutto. Nove squadre, un pallone e un pomeriggio di caldo feroce. Altro che fine estate. Partite vere, punti contesi, tuffi, schiacciate. E quella sana voglia di vincere che trasforma un memorial in qualcosa di vivo.
Banditi silenzio e malinconia. Benvenuti sorrisi e rumore. Andrea, ci viene da dire, probabilmente avrebbe preferito così. Con Stefania, sua moglie. Con Dario, suo figlio, prima del torneo, il saluto di chi con lui ha condiviso pezzi di strada. I colleghi della redazione padovana di Telenuovo, che per Andrea è stata casa per tanti anni. E poi Fabio Cremonese e Marco Gianesello della Pallavolo Padova, la sua squadra del cuore. Che raccontava da giornalista e sosteneva da appassionato, con quella partecipazione che rendeva spesso sottile il confine tra le due cose. Diego Bonavina ha scelto invece una parola per raccontarlo: ironia. Quella di Andrea era affilata. Poteva pungere, anche parecchio. Ma dietro la battuta rimaneva sempre la capacità di ascoltare l'altro. E, quando serviva, di sostenerlo. Bonavina si è chiesto come avrebbe raccontato oggi la nuova curva dell'Euganeo. Quella curva che spinge il Padova e che Andrea non ha potuto vedere così. Bella domanda.
Ma per un pomeriggio il calcio è stato una piccola parentesi. Andrea, mancato all’improvviso, nei primi giorni del 2024, è tornato sul suo campo. Quello vicino a casa. Nove squadre, un pallone, la sabbia e tanti amici. Perché ci sono persone che si continuano a ricordare anche così: facendo ancora insieme le cose che amavano. Il servizio per TgPadova.

