Cronaca di Redazione , 18/09/2026 6:13

VIDEO | Chiedono il Superbonus ma non eseguono i lavori, sei persone denunciate dalla Finanza

Finanza, denunce per cantieri inesistenti

Avrebbero ottenuto indebitamente crediti d’imposta per complessivi 550mila euro attraverso documentazione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, attestava lavori edilizi mai eseguiti o realizzati soltanto in parte. È quanto contestato dalla Procura a due imprenditori edili e quattro professionisti, tre dei quali padovani, nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza sulle frodi legate alle agevolazioni fiscali.

Al centro dell’inchiesta ci sono i cosiddetti Superbonus 110%, Bonus facciate 90% e Bonus ristrutturazioni 50%, utilizzati per interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione in tre condomini tra Padova e Abano Terme.
Secondo l'ipotesi investigativa, i sei indagati avrebbero agito, a vario titolo e in concorso tra loro, presentando all’Agenzia delle Entrate documentazione contenente informazioni non veritiere sulla tipologia e sull’effettiva esecuzione degli interventi edilizi. Le contestazioni comprendono i reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsa asseverazione.

LE INDAGINI L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata dai condomini di uno dei tre complessi interessati. I residenti si erano rivolti a un’impresa edile trevigiana per realizzare lavori di efficientamento energetico usufruendo delle agevolazioni previste dal cosiddetto Decreto Rilancio, attraverso lo sconto in fattura. Gli accertamenti sono stati affidati ai finanzieri che hanno ricostruito i rapporti tra i tre condomini e la società incaricata dei lavori.
Dalle verifiche, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, sarebbe emerso il coinvolgimento, insieme all’impresa, di un commercialista, un architetto, un ingegnere e un ragioniere amministratore di condominio. La documentazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate avrebbe attestato interventi che, in base agli accertamenti, non sarebbero stati eseguiti oppure sarebbero stati realizzati soltanto parzialmente.

AUTORICICLAGGIO Per i due imprenditori edili c’è inoltre una contestazione di autoriciclaggio. Secondo gli investigatori, avrebbero trasferito parte dei crediti d’imposta ritenuti fittizi, per un valore di circa 120mila euro, in altre attività economiche, con l’obiettivo di ostacolarne l’individuazione della provenienza.
Al termine degli accertamenti, e sulla base del quadro indiziario raccolto, la Procura ha disposto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato agli indagati nei giorni scorsi.