Cronaca di Redazione , 17/09/2026 13:07

Pedopornografia online, scoperte 34mila immagini e 22mila video. Arresti anche a Padova e Verona

Sequestro della Polizia Postale
Sequestro della Polizia Postale

Oltre 22mila video, 34mila immagini e acquisiti 282,9 gigabyte di materiale illecito. Sono i numeri della vasta operazione svolta dagli specialisti Polizia Postale, coordinati dai pm della Dda di Roma, che ha portato all'arresto 17 persone (dieci in flagranza), di cui uno in Svizzera, accusati di fare parte di una organizzazione criminale transnazionale dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico
Tra gli arresti in flagranza figurano anche due persone insospettabili residenti a Padova e in provincia : un 32 enne e un 39 enne perquisiti dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica e trovati in possesso di oltre 5.600 file multimediali, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, ancora in corso di quantificazione. Considerevole il materiale sequestrato relativo a smartphone, pc, hard disk, nonché diversi account social utilizzati per il download del materiale illecito.

Le indagini sono state avviate nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell'ambito della cooperazione internazionale, dall'Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato 'New Saga', dedito alla diffusione di materiale pedopornografico.
Nel corso dell'indagine un agente della Polizia italiana ha lavorato per circa un anno sotto copertura riuscendo a ricostruire la rete dell'organizzazione: una sorta di social network della pedofilia. "L'attività operativa consentiva di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009 partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia", spiega una nota diffusa dalla Polizia di Stato.
Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze dell'ordine gli "amministratori" utilizzavano canali privati "esclusivi" per lo scambio informativo ed organizzativo. Uno di questi gruppi erano stato ribattezzato 'La Sala dei Re', a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. 

L'impiego di tecniche innovative per mantenere l’anonimato ha permesso di dare una svolta dell'indagine eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei vertici e dei partecipanti principali residenti nelle province di Napoli, Barletta, Verona, Messina, Genova e in Svizzera. 
Contestualmente, le 23 perquisizioni locali e informatiche effettuate su tutto il territorio nazionale da oltre 100 agenti della Polizia postale, affiancati dalla Polizia scientifica e dagli osservatori statunitensi dell'Hsi, hanno portato al sequestro di circa 200 dispositivi elettronici e all'arresto in flagranza di 10 persone italiane nelle province di Torino, Milano, Padova, Fermo, Cagliari, Palermo e Treviso trovati in possesso di archivi criptati e nascosti.

L'intervento in territorio svizzero, condotto con la Polizia cantonale e il servizio per la cooperazione Internazionale di Polizia, ha fornito gli elementi per individuare un ulteriore amministratore, un 26enne incensurato della provincia di Cremona, sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Infine, l'analisi delle indagini ha fatto emergere 996 utenze collegate a Paesi esteri, i cui dati sono stati inoltrati alle autorità internazionali tramite Europol e Interpol per identificare e mettere in sicurezza i minori coinvolti.