LIMENA | Ha ucciso e nascosto nell'armadio un 80enne: chiesto l'ergastolo per Battaglia

Il pubblico ministero Marco Brusegan ha chiesto la condanna all'ergastolo per Alessio Battaglia, 43enne, accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere, calunnia e indebito utilizzo della carta di Franco Bernardo Bergamin, 80 anni. La richiesta è stata avanzata oggi in Corte d'Assise.
Il pensionato è stato trovato senza vita il 7 marzo 2025, sigillato in un sacco dell’immondizia nell’armadio della sua casa di Limena, in via Papa Giovanni XXIII. Nella stanza erano stati lasciati anche numerosi profumatori per ambiente.
Battaglia era ospite da alcuni mesi di Bergamin. Il delitto risalirebbe alla serata del 22 febbraio quando Alesio Battaglia al culmine di una lite ha aggredito Franco Bergamin colpendolo alla testa e spezzandogli il collo. Il movente, secondo l'accusa, sarebbe di natura economica. L'arresto del 43enne è avvenuto il 5 marzo successivo, quando su segnalazione di alcuni vicini del Bergamin fu trovato il cadavere. Tracciando i pagamenti effettuati con la carta di credito della vittima gli inquirenti sono risaliti a Battaglia che si trovava a Gorizia.
Durante il processo Alessio Battaglia ha raccontato: “Quella sera abbiamo discusso, lui mi ha parlato e io l’ho colpito con un solo pugno nel petto. Poi è caduto sul pavimento rimanendo a terra per circa venti ore prima di morire. A quel punto, in preda al panico, l’ho chiuso tra due sacchi neri dell’immondizia e l’ho messo nell’armadio”. Ha spiegato inoltre che ha aggredito l'80enne perché gli aveva fatto delle avances. ”Stavo cucinando e tra noi è scoppiata l’ennesima lite. Franco voleva che io cacciassi di casa quella che allora era la mia fidanzata perché ne era geloso. E poi continuava a farmi avances. All’improvviso, mi ha raggiunto davanti ai fornelli e mi ha toccato le parti intime. Io l’ho spinto via, e lui per tutta risposta mi ha morso un dito: abbiamo continuato a litigare in camera da letto, ed è lì che gli ho tirato un pugno sopra al cuore. Ha perso l’equilibrio finendo sul divano, ha provato a rialzarsi e pochi istanti dopo è crollato a terra”.
Dall’autopsia è emerso che Bergamin è morto per uno “shock neurogeno dovuto alle gravi lesioni di due vertebre cervicali compatibili con un’azione violenta sul collo e non con una caduta. Impossibile, inoltre, rimanere in vita per venti ore con una simile problematica”.
La prossima udienza è fissata per il 16 settembre: parola alla difesa, l'avvocato Annamaria Beltrame. Poi la sentenza della Corte d'Assise.

