Cronaca di Redazione , 16/07/2026 10:35

Ondate di calore, la Cgil chiede cambio di passo dopo i primi controlli e le sanzioni

caldo e operai
Caldo e operai

In Provincia di Padova sono state elevate poche sanzioni dallo Spisal per il mancato rispetto della legge regionale che prevede lo stop al lavoro nei cantieri dalle 12.30 alle 16 nei giorni di allerta gialla per eccesso di calore. A spiegarlo è stato il direttore dello Spisal dell'Ulss 6 Stefano Ferrarese.

Il rischio caldo è ormai strutturale e la Cgil chiede interventi mirati a tutela dei lavoratori: "Le ondate di calore estremo che stanno attraversando la provincia di Padova non possono più essere trattate come un’improvvisa emergenza stagionale. Siamo di fronte a un cambiamento climatico strutturale e sistemico che impatta direttamente sulla salute e sulla vita di chi lavora nei cantieri, esposto a temperature insostenibili, radiazioni solari dirette e allo stress termico amplificato dall'uso di DPI pesanti e superfici riflettenti come cemento e lamiere”.

"A seguito delle ordinanze regionali – dichiarano il Segretario Generale della Fillea Cgil di Padova, Benedetto Truppa, e il Segretario Provinciale, Massimo Pomaro – abbiamo immediatamente richiesto un incontro urgente alla ditta ICM, l'impresa affidataria della linea del tram denominata SIR 2 – Lotto 1 ovest, che ha in carico l'esecuzione della tratta tramviaria dal comune di Mestrino fino a Corso Milano nel centro di Padova, proprio per verificare nel dettaglio le procedure di sicurezza messe in atto. Successivamente, il 25 giugno 2026, anche a seguito dell’ordinanza del Comune di Padova sulla modifica temporanea degli orari per i lavori rumorosi, abbiamo svolto un tavolo di confronto presso il campo base di Rubano con tutti i rappresentanti delle aziende metalmeccaniche ed edili presenti in subappalto. Durante l'incontro è stato ribadito con forza che le aziende, siano esse affidatarie o in subappalto, devono agire fattivamente sulla propria organizzazione del lavoro. Non basta una disposizione sulla carta: serve rimodulare concretamente i turni, garantire rotazioni sulle mansioni più gravose e aumentare le pause brevi in aree che siano realmente ombreggiate e raffrescate. Abbiamo inoltre insistito sulla necessità di una formazione mirata per operai e preposti, affinché sappiano riconoscere immediatamente i sintomi precoci del colpo di calore, come vertigini, cefalea e crampi, intervenendo con un primo soccorso tempestivo".

“Quel che ci preme sottolineare – concludono Truppa e Pomaro – è che la gestione del rischio calore sia un preciso obbligo di legge che spetta al datore di lavoro, che deve integrare tale valutazione nel DVR (Documento di Valutazione Rischi). C'è quindi la necessita quindi sia di una legge nazionale che dia uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, sia di un tavolo permanente di confronto da tenere nelle Prefetture di ogni provincia a cui devono partecipare tutte le parti sociali coinvolte, al fine di individuare le migliori azioni correttive possibili. Ed è inoltre fondamentale che le tutele vengano applicate in modo omogeneo non solo in tutto il territorio ma anche a tutti i lavoratori impegnati nella filiera, senza distinzioni tra dipendenti diretti e ditte in subappalto. Ed è proprio per questo motivo che vogliamo ricordare l'importanza della raccolta firme attualmente promossa dalla CGIL per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. L'obiettivo della proposta è garantire parità di tutele economiche, normative, di salute e sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti negli appalti, promuovendo un sistema di controlli più rigido che metta al centro la dignità del lavoro e la prevenzione degli infortuni, impedendo che la produttività venga anteposta alla vita umana”.