Cronaca di Redazione , 03/06/2026 7:00

Infermiera aggredita in Pronto Soccorso a Vicenza, Stefani: "Non meriterebbe di essere curato"

Ospedale di Vicenza
Ospedale di Vicenza

È stata colpita con un pugno da un soggetto arrivato in ambulanza, già protagonista di un episodio di minaccia agli operatori sanitari in passato. Il grave fatto è successo martedì 2 giugno nel Pronto Soccorso dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza. Ad avere la peggio è stata un'infermiera.

I FATTI Nel tardo pomeriggio del 2 giugno un uomo in stato di agitazione, trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso di Vicenza, al momento di essere spostato dalla barella ha colpito con un pugno al petto un’infermiera in servizio, che ha riportato una prognosi di 3 giorni.
L’uomo, che in passato si era presentato in ospedale con un coltello e quella occasione fortunatamente era stato subito disarmato senza conseguenze, è stato immediatamente immobilizzato dal personale di sorveglianza presente in Pronto Soccorso e quindi sedato e contenuto dai sanitari. L’Ulss 8 ha provveduto a sporgere denuncia. “Non si può che condannare con la massima fermezza l’aggressione subita da una nostra infermiera in servizio al Pronto Soccorso da parte di un violento che è stato prontamente denunciato alle Autorità e dovrà rendere conto delle sue azioni. Alla nostra professionista auguro una pronta guarigione. Vorrei cogliere l’occasione per auspicare la tolleranza zero nei confronti di soggetti violenti troppo spesso coperti da inesistenti patologie psichiatriche o etichettati come vittime di presunto e generico disagio sociale. La violenza è un reato” ha detto il Direttore Generale, Peter Assembergs.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE “Esprimo gli auguri di pronta guarigione e la mia personale solidarietà, insieme a quella dei tutti i veneti, all’infermiera del Pronto soccorso di Vicenza aggredita oggi durante il servizio - dichiara Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto -. Il soggetto che l’ha ferita merita una pena esemplare, come chiunque si macchi di simili inqualificabili violenze. Infermieri, medici e operatori sanitari devono poter lavorare in sicurezza e con serenità, senza rischiare di diventare bersaglio di aggressioni mentre prestano assistenza e salvano vite. Colpirli, significa colpire l’intera comunità di cui si prendono cura - spiega Stefani -. Desidero ringraziare anche il personale, gli addetti alla sicurezza e le forze dell’ordine che sono intervenuti con tempestività, scongiurando conseguenze più gravi e assicurando il violento alla giustizia. Allo stesso tempo, esprimo pieno sostegno all’Ulss 8 Berica per la denuncia presentata nei confronti dell’aggressore, che pare sia pure recidivo. Davanti a fatti del genere non possono esistere attenuanti o facili giustificazioni - conclude -. Chi aggredisce il personale sanitario non meriterebbe di essere curato”.