Cronaca di Redazione , 11/06/2026 9:25

VIDEO | Omicidio a Limena, Battaglia si difende: "Mi ha palpato e io l'ho colpito con un pugno"

Alessio Battaglia e Franco Bergamin

“Non gli ho spezzato l’osso del collo. Abbiamo discusso, lui mi ha parlato e io l’ho colpito con un solo pugno nel petto. Poi è caduto sul pavimento rimanendo a terra per circa venti ore prima di morire. A quel punto, in preda al panico, l’ho chiuso tra due sacchi neri dell’immondizia e l’ho messo nell’armadio”.

Sono le dichiarazioni di Alessio Battaglia, 42 anni, accusato di aver ucciso a Limena il suo coinquilino e padrone di casa, Franco Bernardo Bergamin di 80 anni, e di averne poi nascosto il corpo, ritrovato solo il 5 marzo dello scorso anno dopo la segnalazione di parenti e vicini di casa che non lo vedevano da giorni.

Il delitto risalirebbe alla serata del 22 febbraio. A ricostruire l’accaduto è proprio Battaglia, interrogato ieri in Tribunale per quasi tre ore. “Stavo cucinando e tra noi è scoppiata l’ennesima lite. Franco voleva che io cacciassi di casa quella che allora era la mia fidanzata perché ne era geloso. E poi continuava a farmi avances. All’improvviso, mi ha raggiunto davanti ai fornelli e mi ha toccato le parti intime. Io l’ho spinto via, e lui per tutta risposta mi ha morso un dito: abbiamo continuato a litigare in camera da letto, ed è lì che gli ho tirato un pugno sopra al cuore. Ha perso l’equilibrio finendo sul divano, ha provato a rialzarsi e pochi istanti dopo è crollato a terra”.

Nè il 42enne né l’ex compagna hanno però chiamato i soccorsi. “Avevo paura di essere arrestato. Quando era a terra e non si rialzava gli ho messo un cuscino sotto alla testa e una coperta, accarezzandolo e stringendogli la mano. Aveva il respiro pesante ma pensavo che si sarebbe ripreso, e invece così non è stato: il pomeriggio seguente gli è uscito del ‘liquido nero’ dal naso e dalla bocca e qualche minuto dopo è morto”.

Subito dopo ha deciso di nascondere il corpo all’interno dei sacchi neri. Battaglia ha raccontato ancora: “Dicono che sia morto perché si è rotto l’osso del collo, però io in quella zona del corpo non l’ho neanche sfiorato: evidentemente si è spezzato mentre lo trascinavo per le gambe o proprio quando l’ho nascosto nell’armadio”.

Dall’autopsia è emerso che Bergamin è morto per uno “shock neurogeno dovuto alle gravi lesioni di due vertebre cervicali compatibili con un’azione violenta sul collo e non con una caduta. Impossibile, inoltre, rimanere in vita per venti ore con una simile problematica”.

La prossima udienza è fissata per l’8 luglio. Alessio Battaglia è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.