Cronaca di Redazione , 01/06/2026 13:29

MALDIVE | Anche Gianluca Benedetti era nella seconda camera della grotta

Gianluca Benedetti
Gianluca Benedetti

Il corpo di Gianluca Benedetti, l'istruttore di sub padovano di 44 anni morto nella grotta con gli altri quattro sub italiani alle Maldive, non era nella prima camera, bensì nella seconda, come tutti gli altri, che però erano finiti nella rientranza in cui poi sono stati ritrovati. Lo riporta il giornale maldiviano Adhadhu e lo conferma l'avvocato Orietta Stella, subacquea e legale del tour operator 'Albatros Top Boat, che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea.    
A individuare il corpo di Benedetti e a riportarlo in superficie erano stati due componenti dello staff di Island Cruises limited alle Maldive, Diego Zantedeschi e Rasheed Mohamed, che hanno raccontato proprio questo "nei verbali alla polizia maldiviana - dice Stella -. La polizia maldiviana ha preso la loro testimonianza già da tempo e ci sono i verbali che probabilmente verranno acquisiti in rogatoria e si potranno verificare i tempi delle informazioni rese e il loro contenuto. La magistratura italiana farà i propri passi". 
Zantedeschi e Rasheed erano sul "Conte Max", quel giorno in rimessaggio per manutenzione a Malè, la capitale. Zantedeschi ha un passato decennale nei sommozzatori di protezione civile italiana per operazioni di rescue, "credo sia rilevante riconoscere il coraggio di queste due persone. Abbiamo quindi altri due eroi in questa triste vicenda" aggiunge l'avvocato.

Nei verbali, come riporta anche il giornale maldiviano Adhadhu, c'è che "il briefing riguardava un'immersione ricreativa, non un'immersione in grotta". I cinque dispersi si erano immersi alle 11.30 e, dopo le ricerche iniziali, partite dalle 12.30 in superficie, il capobarca, Ibrahim Rasheed (Fessey), aveva pensato alla grande grotta a 60 metri, lungo il margine della barriera corallina di Devana Kandu. "Quando abbiamo controllato l'ingresso, non c'era niente", ha spiegato.   
Erano poi stati avvisati ed erano arrivati Zantedeschi e Rasheed Mohamed, erano le 17.30. Erano scesi con bombole da 15 litri, tre torce ciascuno e altri due subacquei ad aspettarli con aria supplementare. Dalla prima grotta, lunga circa 35 metri, avevano visto un corpo puntando le torce verso la seconda, che ha un diametro di circa 15 metri e un grande cumulo di sabbia sul pavimento. Zantedeschi aveva percorso il passaggio di sette metri tra le due e aveva riconosciuto subito Benedetti. Portato il corpo a Rasheed nella prima camera, "sono tornato indietro per vedere se riuscivo a trovare gli altri e ho ritrovato l'uscita solo grazie alla luce di Rasheed. Non c'era traccia di loro nella seconda camera", ha detto Zantedeschi, che ha descritto altri tre passaggi che dalla seconda camera conducono più in profondità nella barriera corallina. Uno di questi, sulla destra, è quello in cui sono stati poi ritrovati i corpi degli altri quattro subacquei. I due a quel punto hanno nuotato col corpo di Benedetti verso i subacquei di supporto a 30 metri, tutto in 11 minuti, poi si sono presi il tempo per la decompressione. Sono riemersi con la salma di Benedetti alle 19.10.