Via Dante pedonale, Bertin: "Per il commercio si continua a non vedere in grande"

Fuori dal coro dei favorevoli alla pedonalizzazione del lato corto di via Dante, non proprio. Patrizio Bertin, presidente di Confcom Confcommercio Padova, segue con interesse qualsiasi cosa riguardi la città e le soluzioni per renderla sempre più attrattiva: "Mi viene l’orticaria quando assisto a proposte che vengono avanzate in modo slegato e prive di visione”. Bertin non è nuovo a rilievi del genere.
Quando, nelle scorse settimane, ha proposto di eliminare il parcheggio di piazza Insurrezione per farne “una vera piazza”, in molti, “volutamente” (sottolinea), non hanno colto che il progetto si basava su una “conditio sine qua non”: la realizzazione di un parcheggio con almeno 800 posti. Adesso arriva la pedonalizzazione del breve tratto di via Dante che va da corso Milano a piazza dei Signori. “Tutto può essere utile – dichiara Bertin – e non saremo certo noi che ci tireremo indietro quando verremo chiamati a dare il nostro contributo, però meno di duecento metri di strada, di fatto già preclusa alle auto, non penso possano essere una soluzione. I residenti continueranno a percorrerla in auto e gli ambulanti pure coi loro furgoni”.
Ma non è nemmeno questo il problema. Semmai è la rinuncia, di fatto, a pensare un po’ più in grande. “Quando nell’ottobre del 2022 – ricorda il presidente di Confcom Confcommercio Padova – all’indomani della pandemia, presentavamo l’idea di un “Quadrilatero del lusso” (o del fashion come ci fu suggerito di rinominarlo), avevamo in mente un’area quasi totalmente pedonalizzata compresa tra piazza Garibaldi, piazza Insurrezione, via Dante, via San Fermo dove avrebbero potuto insediarsi negozi destinati ad attrarre consumatori anche da altre città, ottenemmo grande attenzione. Ma solo quella. Infatti non se n’è fatto nulla e persino la buona volontà delle commercianti che avevano dato vita a Shopapemus (con relative manifestazioni) nel tratto ovest di via San Fermo, è stata vanificata dall’assenza di qualsiasi ipotesi di sviluppo”.
Quindi avrebbe dovuta essere di tutt’altra dimensione e portata la pedonalizzazione anche di via Dante. Ma in Confcom Confcommercio, di idee per la città ne hanno sfornate parecchie. “Ci chiamavamo ancora semplicemente Ascom senza il riferimento a Confcommercio che, prima del “rebranding” in Confcom abbiamo utilizzato fino alle scorse settimane – ricorda Bertin – quando, nell’ormai lontano dicembre del 2011 presentavamo l’idea di un “secondo Liston” che dall’allora piazzale Boschetti, attraverso via Porciglia e via del Santo, portava dritto in Prato della Valle. In quel caso qualcosa è stato fatto e almeno via Porciglia ha assunto una veste totalmente nuova. Per il resto del tragitto non si è fatto nulla e via del Santo, che noi ipotizzavamo come una seconda via Roma, ricca di negozi, è rimasta la strada con pochi passaggi che oggi conosciamo”.
Bertin, ovviamente, non si nasconde che, in questi anni, il mondo sia letteralmente cambiato. “Sono sempre di più i negozi che chiudono. Vuoi per l’e-commerce, vuoi per l’esosità degli affitti, vuoi per il mancato ricambio generazionale, ciò che era non è più. Resta però il rammarico di non sapere come il commercio avrebbe potuto rispondere a sfide che sono epocali e che vanno affrontate con una visione che non sia quella ristretta dei piccolissimi passi”. “Per il tram – conclude il presidente – è stata messa a soqquadro una città e persino un hinterland. Staremo a vedere con quali risultati. Però almeno una scelta “di visione” sulla mobilità è stata fatta. Si può pensare ad altrettanta “visione” per il commercio che non sia solo “stop alle auto” e “stop ai parcheggi”?

