Non si rassegna alla fine della relazione e perseguita la ex: scatta il braccialetto elettronico

Ancora un episodio di violenza ai danni di una donna in provincia di Padova.
I Carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con lo strumento di controllo del braccialetto elettronico. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale su richiesta della locale Procura che ha diretto le indagini, è stato notificato ad un uomo residente nel trevigiano, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori ai danni dell’ex compagna.
I FATTI Le indagini hanno permesso di ricostruire un grave quadro indiziario a carico dell’indagato. Le violenze sono iniziate dalla metà di febbraio 2026. L'uomo, non rassegnandosi alla fine della relazione sentimentale, ha posto in essere condotte aggressive e assillanti nei confronti della ex compagna. Avrebbe contattato la donna in maniera compulsiva con messaggi offensivi e minatori, pedinandola e denigrandola con scritte ingiuriose affisse vicino ai luoghi da lei frequentati, manifestando così una perdurante volontà persecutoria. Comportamenti che hanno portato la donna a vivere in un perdurante e grave stato di ansia e di paura, costringendola a modificare sensibilmente le proprie abitudini di vita.
La relazione era iniziata a novembre 2025 e a metà febbraio 2026 la donna aveva deciso di interrompere la relazione. L'uomo ha subito iniziato a mettere in atto una serie di atti persecutori con pedinamenti e appostamenti nei pressi dell’abitazione della vittima, fino ad arrivare a controllarla a mezzo di una applicazione installata sul cellulare della stessa. Non solo messaggi dal tono inequivocabile come “Tu sei roba mia”, “Tu sei mia e basta”, “Non sfidarmi perché non sai dove posso arrivare” e “Ti voglio torturare fino alla fine”, accompagnati dalla foto di due pistole: l’indagato ha continuato a perseguitare la donna affiggendo cartelli ingiuriosi sulla sua auto e all’esterno della palestra da lei frequentata.
Decisiva è stata la denuncia presentata dalla vittima alla Stazione dei Carabinieri di Sarmeola di Rubano. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno consentito alla Procura di richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai suoi prossimi congiunti e ai luoghi da loro frequentati. Il provvedimento riguarda l’abitazione, il luogo di lavoro ed altri luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, con assoluto divieto di comunicare con la vittima e con la prescrizione di tenervisi ad una distanza di almeno 500 metri. A carico dell’indagato è stata inoltre applicata la misura di controllo del braccialetto elettronico.

