41enne tunisino arrestato e condannato per maltrattamenti e rapina ai danni della compagna

La Polizia, su disposizione della Procura, ha dato esecuzione all’ordine di carcerazione nei confronti di un 41enne tunisino resosi responsabile nell’ottobre 2022 del reato di maltrattamenti in famiglia e rapina nei confronti della compagna. Ora si trova nel carcere Due Palazzi.
L’uomo, rintracciato in zona Arcella, e già destinatario in passato delle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa, deve scontare una condanna alla pena di 3 anni e 5 mesi di reclusione per aver ripetutamente, spesso in escandescenza e sotto l’effetto di sostanze alcoliche, usato violenza fisica e psicologica contro la moglie, arrivando addirittura in un’occasione, spinto dalla forte gelosia per il sospetto di una presunta relazione extraconiugale da parte della stessa, a rapinarla sottraendole il cellulare e procurandole lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.
I FATTI Nella mattina del 5 ottobre 2022 gli Agenti delle Volanti intervenivano in un’abitazione in zona Arcella a seguito di una richiesta di aiuto arrivata al 113 da parte della figlia della vittima che riferiva di una violenta aggressione fisica avvenuta poco prima ad opera del padre, nel frattempo allontanatosi. Giunti sul posto i poliziotti constatavano la presenza di tracce ematiche ancora fresche ben visibili a terra nell’area condominiale esterna, lungo le scale dell’intero stabile e sul pianerottolo del terzo piano dell’edificio dove si trovavano la madre e la figlia in evidente stato di agitazione.
In particolare la vittima era stata trovata a terra in totale stato di shock tra le schegge di vetro di una porta danneggiata e, lamentando un forte dolore alla gola, riferiva di essere stata appena aggredita dal marito mentre rincasava dopo aver accompagnato la figlia minore a scuola. Aveva aggiunto poi che già in passato era stata oggetto di ripetute aggressioni fisiche e minacce da parte dell'uomo e che, quella stessa mattina, la situazione era ulteriormente degenerata dopo che era stata spinta all’interno dell’appartamento, malmenata e fatta cadere a terra dal marito che, dopo aver danneggiato con un pugno la vetrata e averla stretta forte all’altezza del collo, le sottraeva il cellulare alla ricerca di possibili indizi di un presunto tradimento.
Solo l’immediato intervento della figlia più grande, svegliata dalle urla della madre, riusciva ad interrompere la furia violenta dell’uomo attivando l’arrivo sul posto dei soccorsi e inducendo così l’aggressore a scappare.
Le pattuglie, una volta raggiunto l’indirizzo indicato, avevano prima soccorso la vittima e subito dopo avviato le ricerche del fuggitivo, rintracciato e bloccato poco distante nei pressi di una tabaccheria dove aveva appena tentato di nascondere il telefono rubato. Aveva subito ammesso di aver poco prima litigato con la moglie per gelosia.
Per il 41enne scattò così l'arresto per maltrattamenti e rapina. All’esito dell’udienza di convalida dell’arresto era stato sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

