VIDEO | I 25 anni di Fondazione La Casa: quando 'abitare' è costruire relazioni sociali
C’è una parola che attraversa i 25 anni di Fondazione La Casa: “abitare”. Non semplicemente avere un tetto sopra la testa, ma costruire stabilità, relazioni, dignità sociale.
Costituita dalla C.C.I.A.A. di Padova, A.C.L.I. Provinciali di Padova, Coop Soc. Nuovo Villaggio (ora Coop. Città Solare), Banca Popolare Etica, Fondazione La Casa dal 2001 progetta interventi di housing sociale, promuove la locazione a canone calmierato e sperimenta nuovi modelli abitativi in stretta collaborazione con le amministrazioni e i servizi del territorio, accogliendo cittadini italiani e stranieri in situazione di fragilità abitativa, economica e sociale. Primo operatore privato in Veneto nel settore abitativo sociale, in questi 25 anni di attività la Fondazione è arrivata a gestire oltre 120 immobili e ad accogliere quasi 2.000 persone.
Il convegno “Abitare il presente per condividere il futuro” è stato un’occasione preziosa non solo per la Fondazione, ma anche per gli attori pubblici e privati che si occupano di abitare sociale in Veneto. Il report di valutazione di impatto curato da Anna Fasano, esperta di politiche abitative, è stato strumento utile per rileggere e analizzare quanto fatto dalla Fondazione negli scorsi 25 anni e anche il punto di partenza per riflettere sul presente dell’abitare insieme a relatori e relatrici di rilievo locale e nazionale.
Negli anni la Fondazione è stata un vero e proprio laboratorio di innovazione, “dove la casa, fatta di mattoni e di relazioni, è sempre stata pensata come uno strumento per la vita delle persone e per il loro percorso evolutivo verso l’autonomia personale e la piena cittadinanza attiva” sottolinea il direttore Maurizio Trabuio. Un lavoro, questo, possibile anche grazie alla stretta collaborazione con le amministrazioni comunali del territorio. Fondazione La Casa, infatti, afferma il presidente ingegner Mario Antonio Conte “vuole continuare a essere un "ponte" tra le istituzioni e le famiglie, affinché il bisogno abitativo da emergenza individuale possa trasformarsi in responsabilità collettiva, garantendo che ogni immobile gestito sia, prima di tutto, un luogo di dignità”.
I dettagli nel servizio TgPadova.

