VIDEO | Braccianti morti a Chioggia, tra solidarietà e indagini
Servono almeno 18 mila euro per riportare le salme di Saifi, Gari e Mazi in Marocco, a casa, a Khouribga, cittadina non lontana da Casablanca.
Per questo è stata attivata una raccolta fondi tra i connazionali, nell’intera comunità marocchina, non solo tra i braccianti agricoli come i tre giovani che hanno perso la vita sabato mattina all’alba, a Sant'Anna di Chioggia.
Viaggiavano in 9 su Strada Margherita a bordo di un van, diretti al lavoro nelle aziende di Ca' Lino per la raccolta del radicchio.
Il loro Ford Transit diretto nei campi è uscito di strada in curva ed è finito capovolto nell’acqua dell’idrovora Busiola dopo aver sfondato il muretto della chiusa.
Tre dei passeggeri, tra cui il conducente non sono riusciti a uscire dal mezzo e dall’acqua e hanno perso così la loro giovane vita.
Giovani immigrati che risiedevano con diversi altri stranieri in un complesso edilizio ad Adria, dove c'è anche il centro di accoglienza per migranti. Da lì, la mattina alle 6 partono a bordo dei furgoni delle cooperative che li portano nei campi del Veneziano, Rodigino e Padovano per la raccolta degli ortaggi.
La Procura di Venezia ha aperto un'inchiesta sulla strage, non tanto per l'incidente in sé, le cui responsabilità si sono estinte con la morte del reo, quanto per approfondire il contesto lavorativo e occupazionale su cui si svolge il sistema delle ditte in appalto che reclutano manodopera destinata all'agricoltura. Di questo si stanno occupando i carabinieri del nucleo dell'ispettorato del lavoro.
Intanto il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, proclamerà lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno le cerimonie funebri dei tre braccianti "Tre giovani vite spezzate improvvisamente che rappresentano una ferita dolorosa per tutta Chioggia” ha spiegato il primo cittadino.

