UNIPD | La comunità studentesca occupa Dipartimento di Psicologia: "Basta accordi con Israele"

La comunità studentesca è tornata unita e determinata per esigere dall’Università azioni concrete, per chiedere l'interruzione delle collaborazioni con le università israeliane e con l’industria legata direttamente e non al genocidio a Gaza, a partire da Leonardo S.p.a.
Studenti Per Udu Padova chiede che si discuta negli organi, a partire dal Senato Accademico previsto per il 12 maggio, di ciò che l'università può fare a partire dalle rivendicazioni presenti nella mozione presentata alla Rettrice dal CoRDA (Coordinamento ricercatori, dottorandi, assegnisti), che ha raccolto oltre 3000 firme che coinvolgono la comunità studentesca, personale tecnico amministrativo, ricercatori, dottorandi e docenti, diventando così l’appello più firmato nella storia dell’università di Padova.
A partire dall'assemblea di mercoledì 6 maggio al dipartimento di Psicologia, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, la comunità studentesca ha ricominciato a mobilitarsi organizzando un pranzo sociale nel cortile di psicologia per la giornata del 7 maggio nel quale è stata decisa l'occupazione del Polo 3 di psicologia."Il dipartimento di Psicologia generale ha un accordo Erasmus + con la Bar-Ilan University, boicottata già dall'Università di Anversa, di Tilburg e dalla Int’l Society for Socratic Studies a Creta, in quanto il suo presidente Arie Zaban è un ex membro dell'aeronautica militare israeliana, parte integrante dell’IDF. “La Bar-Ilan è talmente legata all’esercito israeliano che nel 2025 ha vinto il premio Minister of Defense Award of Recognition ed è stato definito da membri della sua stessa dirigenza “la casa accademica dei soldati”. I dipartimenti di Unipd hanno ancora aperte collaborazioni anche con altre università, come l’Università di Haifa, che è stato boicottata dallo Pitzer College in California, dall’University of South Eastern Norway, dall’OsloMet e dall’Università di Rotterdam. Tra le molte altre figura anche il Sapir College, situato a 3km da Gaza e utilizzato come base militare durante il genocidio” si legge nel comunicato di Studenti Per Udu.
La comunità studentesca richiede all'Università: l’adozione integrale delle linee GUIDA PACBI, la rescissione immediata di tutti gli accordi e collaborazioni attive con aziende, Università o enti coinvolti nel progetto genocidario, come Leonardo, ENI e Thales S.p.a. e la creazione di un tavolo paritetico per il controllo etico della ricerca e degli accordi e la due diligence, come già fatto presso l’Ateneo di Parma e presso il Politecnico delle Marche.
“Il messaggio è chiaro: la comunità ha compreso il ruolo dell’università nel sistema statale che arma guerre e genocidio. Molte altre università italiane ed europee hanno iniziato il processo di boicottaggio accademico, mentre il nostro Ateneo continua a rimanere neutrale e non fornire una risposta adeguata alla situazione geopolitica corrente. Per questo ci troviamo ora in occupazione: perché crediamo sia fondamentale rimettere al centro il tema dell’anticolonialismo, perché sentiamo che sia necessario ricominciare a parlare del genocidio in corso in Palestina, perché crediamo che sia nostra responsabilità schierarci contro il regime di guerra e le sue diramazioni. E per fare questo abbiamo bisogno di riunirci, discutere e mettere in pratica il sapere libero e critico promosso dal nostro ateneo, che in questo momento si trova davanti ad un ruolo storico nella lotta contro il genocidio in corso” conclude la nota di Studenti Per Udu.

