VIDEO | Addio a Zanardi, il figlio Niccolò: "Non serve essere Alex per una vita meravigliosa"
Ultimo saluto ad Alex Zanardi: il giorno dopo, a Padova, resta un silenzio diverso. Non quello della fine, ma quello che arriva dopo un abbraccio collettivo enorme. Il funerale come qualcosa di più di un semplice addio ad un campione: il bisogno condiviso di ringraziare un uomo che aveva smesso da tempo di appartenere soltanto allo sport. Tutti alla stessa altezza, senza distanze. Forse l’eredità più forte lasciata dalla giornata di ieri. Zanardi aveva abbattuto le barriere molto prima di diventare un simbolo: lo faceva naturalmente, nel modo di parlare, scherzare, ascoltare gli altri. Straordinario senza mai apparire irraggiungibile. Lo aveva colto anche Papa Francesco, ha ricordato don Marco Pozza prima di un’omelia intensa, dedicata ad un amico capace di trovare sempre “quel pizzico di bene che regge tutto”.
LE PAROLE DEL FIGLIO NICCOLO' In un tempo spesso dominato dalla rabbia, dalla distanza e dalla ricerca continua dell’eccezionale, migliaia di persone si sono riconosciute invece nel valore delle cose più semplici. Un sorriso. Una battuta. La capacità di rialzarsi. Ma soprattutto la capacità di restare vicini agli altri anche dopo essere diventati un simbolo mondiale. Dopo due titoli CART, 4 ori paralimpici e 12 titoli mondiali di handbike. La straordinarietà nella semplicità: e la versione casalinga di Niccolò Zanardi, figlio di Alex, è tutta nelle parole che hanno chiuso la funzione. Ne parliamo nel servizio per il TgPadova.

