Cronaca di Redazione , 25/04/2026 14:26

NOVENTA | Sindaco Bano (Lega) lo fa veramente: Bella Ciao cantata in piazza con l'Anpi

Bella Ciao in salsa Lega
Bella Ciao in salsa Lega

Marcello Bano e partigiano. La spilla di San Marco sulla giacca e il cuore “per la libertà”. Così, dopo averlo annunciato pubblicamente più volte, lo ha fatto veramente: ha cantato bella ciao, in piazza, nella sua Noventa Padovana, assieme ai membri dell'Anpi. Le motivazioni della sua scelta, nel suo discorso che pubblichiamo. 

"Ringrazio in particolare la neocostituita sezione Anpi di Noventa: è nata da pochi mesi e questa credo sia una delle prime uscite in pubblico, se non la prima in assoluto. Una novità che ci ha fatto molto piacere, non solo perché ogni nuova voce è un arricchimento per la nostra comunità, ma perché di questa voce in particolare, che raccoglie e diffonde l’eredità dei partigiani, crediamo ci sia un rinnovato bisogno in questo momento storico, per i motivi che tra poco dirò. Un grazie speciale a Daria Palmisano, che ha organizzato insieme a noi questa celebrazione, e alla presidente provinciale Floriana Rizzetto, che ha accompagnato e supportato la nuova sezione di Noventa nel muovere i primi passi.

Grazie ad Alberta Pierobon e ai suoi Coristi per Caso, che abbiamo appena ascoltato in una splendida interpretazione di “Bella ciao”. Li sentiremo ancora tra poco, canteranno altre canzoni molto belle, ma a questa tenevamo particolarmente perché più di tutte rappresenta il senso che vogliamo dare a questa giornata.

Qualcuno si è stupito quando ha visto la scaletta, qualcuno ha anche storto un po’ il naso. Mi ha detto: «Ma come? Siete un’amministrazione di centrodestra e volete cantare “Bella ciao”, che è la canzone dei vostri avversari?»

Io rispetto chi la pensa così, però lo invito a fare un esperimento. Cercare per un attimo di dimenticarsi di tutte le volte che l’ha sentita, di chi l’ha cantata, in quali occasioni. Chiudere gli occhi e provare ad ascoltare questa canzone come se fosse la prima volta che la sente. In modo da capire davvero di cosa parla.

Scoprirà che non parla di sinistra e neanche di destra. Anzi, apparentemente, non parla neppure di politica. Racconta di un ragazzo che si sveglia una mattina e scopre che il suo paese è caduto nelle mani di un potere tirannico. Allora, con la morte nel cuore, va dalla sua innamorata e la saluta, sapendo che potrebbe essere l’ultima volta che la vede. E non vorrebbe andare via, vorrebbe che quel saluto durasse per sempre: per questo lo ripete in maniera incessante. Ma sa che deve andare, che deve staccarsi da quell’amore, perché deve andare a combattere per qualcosa di ancora più importante. E quella cosa è la libertà: perché senza la libertà nemmeno l’amore, e neppure la vita stessa avrebbero senso.

Questa è la storia di “Bella ciao”, la storia di tutte le persone che hanno scelto di lottare e rischiare la propria vita per la libertà, dovunque e in ogni epoca. Perciò è una canzone che, anche se nata in Italia, oggi viene cantata in tutte le lingue e in tutto il mondo, ovunque si combatta una tirannia. E in questo senso è una delle canzoni più politiche di sempre. Ma nel significato migliore di politica.

E’ stata anche svilita, strumentalizzata in maniera ignobile da qualcuno? Certamente. E chi se ne importa. Noi oggi ce la riprendiamo e la restituiamo ai suoi legittimi proprietari, che sono tutti gli italiani e tutte le persone che nel mondo amano e difendono la libertà, a prescindere da come la pensano su tutto il resto.

Per noi, il senso del 25 aprile è proprio questo, o almeno così dovrebbe essere: comunisti e democristiani, socialisti e liberali avevano idee opposte su tutto, ma hanno saputo combattere fianco a fianco per liberarci dal fascismo. A unirli era il desiderio di libertà, di pace, di condizioni di vita migliori.

Una lezione che oggi sembriamo aver dimenticato: ci dividiamo su ogni cosa, litighiamo ogni giorno per sciocchezze (io per primo!), mentre su di noi incombe una situazione internazionale drammatica, che rischia di travolgerci. Per affrontarla occorrerebbe quella forza di reagire insieme insieme alle ingiustizie che i partigiani ci insegnano da più di 80 anni.

Di fronte a tutto quanto sta accadendo nel mondo, credo che oggi più che mai dobbiamo trovare la forza di mettere da parte ciò che ci divide e impegnarci invece a ricordare, riscoprire, rimettere al centro tutto ciò che ci unisce: la passione per la libertà, la fiducia nella democrazia, il rispetto dei diritti e l’amore per la pace.

E trovare il coraggio di dire, tutti insieme, a chiunque minacci questi valori, i valori della nostra Costituzione, parole chiare come quelle pronunciate pochi giorni fa dal Santo Padre: «Fermatevi! E’ il tempo della pace.»

Buona Festa della Liberazione, buon 25 aprile e viva San Marco".