VIDEO | Omicidio Marco Cossi: l'amico-socio si costituisce. E' indagato per omicidio volontario
Svolta nelle indagini in merito all'omicidio di Marco Cossi, 48enne ucciso a Brusegana con oltre 15 coltellate nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile.
Si è costituito in Questura, accompagnato dal proprio avvocato, l'amico-socio Samuele Donadello, conosciuto come ‘Masterchef’. Quest'ultimo, 47 anni, avrebbe ammesso di aver ucciso Cossi. Attualmente è indagato indagato in stato di libertà per omicidio volontario. Martedì 21 aprile è stato interrogato per oltre 10 ore alla presenza del capo della squadra Mobile, Immacolata Benvenuto, e del pm che segue l'inchiesta.
Non è escluso, alla luce degli elementi, che la Procura nelle prossime ore possa richiedere una misura restrittiva alla luce della gravità del fatto contestato. Al momento gli inquirenti non ritengono possa sussistere pericolo di fuga, il rischio di reiterazione del reato o quello di inquinamento delle prove.
Resta da chiarire il movente del delitto, che potrebbe essere di natura economica. I due infatti dovevano aprire proprio lunedì 20 aprile una nuova attività imprenditoriale, un ‘food truck’ nel quale Samuele Donadello sarebbe stato attivo come cuoco.
Cossi, originario di Latisana e residente a Tencarola con la madre, è stato colpito con oltre quindici coltellate al volto, al collo, al torace, all’addome e ai fianchi. Un'uccisione d'impeto, giunta molto probabilmente al termine di una lite. Subito agli investigatori è apparso evidente che il delitto non era scaturito da una rapina finita male, perché il 48enne aveva ancora con sé il portafogli e il telefonino. La sua auto, una Golf grigia, era stata trovata poco distante, con le portiere aperte e la chiave ancora inserita nel blocchetto d'accensione.
Già l'indomani dell'omicidio del 48enne, la polizia di Padova aveva puntato i sospetti su Donadello, unica persona trattenuta in questura dopo che era stato convocato assieme ad altri tre amici della vittima con la quale avevano trascorso la serata di domenica. Ieri mattina, Donadello ha chiamato la polizia avvisando che si sarebbe recato in questura per chiarire ulteriormente la sua posizione. L'uomo è stato così sentito dalle 8 fino alle 18 di ieri, confessando di fatto il delitto. La squadra Mobile, comunque, aveva già delineato, il giorno prima, un quadro di gravi e precisi indizi che coinvolgevano il 47enne nell'omicidio. Nell'attività di indagini, al momento, l'arma usata per l'assassinio del 48enne non è stata ancora trovata.

