Cronaca di Redazione , 16/04/2026 10:53

VIDEO | Femminicidio Giada Zanola, il 14 maggio la sentenza

Femminicidio di Giada Zanola, si va verso la sentenza fissata per il prossimo 14 maggio.

Ieri in aula in corte d’assise a Padova è stato il turno dell’ultimo testimone, un 44enne veneziano che per 5 mesi è stato compagno di cella di Andrea Favero, l’ex compagno di Giada, accusato di averla uccisa gettandola dal cavalcavia sulla A4 a Vigonza, non lontano dalla loro casa, nella quale dormiva ignaro il loro bambino. Era la notte tra il 28 e il 29 maggio 2024.

Dopo la quale Favero è finito agli arresti e a processo con l’accusa di omicidio volontario premeditato.

Un’accusa che ora l’uomo respinge con forza. Ammettendo la litigata e il giro sul cavalcavia quella notte ( del resto documentato dalle indagini e dalla localizzazione dei dispositivi elettronici ) ma negando di essere stato lui a gettarla. Lei, risultata anche annebbiata dagli psicofarmaci che non prendeva, prescritti invece all’uomo.

Al compagno di cella Favero disse di non averla uccisa

“mi ha detto che non aveva fatto nulla” ha ripetuto in aula “diceva che erano in macchina e basta e che lui pensa che lei si sia buttata giù da sola, che quella sera sono usciti in macchina e lui poi è tornato a casa e infine che la mattina dopo sono andati a prenderlo”.

Testimonianza chiave per i difensori del 40enne di Vigonza anche per controbilanciare le parole di un altro detenuto, che ha sostenuto che Favero appena entrato in carcere gli confessò di averla uccisa per rancore, per il fatto che Giada stava ricostruendosi una vita con un altro uomo.

L’ultima parola la metterà tra meno di un mese la sentenza, prevista in aula per il 14 maggio.