Cronaca di Redazione , 07/04/2026 11:50

LUTTO | Addio a don Giorgio Friso: una vita al servizio della Chiesa tra Italia ed Ecuador

DON GIORGIO FRISO
DON GIORGIO FRISO

Mentre le comunità cristiane si preparavano a celebrare la veglia del Sabato Santo, si è spento don Giorgio Friso, sacerdote originario di Creola (Padova), figura molto conosciuta e stimata per il suo lungo ministero pastorale, svolto sia in Italia che all’estero.

Don Giorgio Friso si è spento nella serata di sabato 4 aprile 2026 all’ospedale di Padova, dopo un periodo segnato da una crescente fragilità fisica. Aveva 79 anni.

Le esequie saranno celebrate giovedì 9 aprile alle ore 10 nella chiesa di Creola (PD), suo paese natale, e saranno presiedute dal vescovo Claudio.

Nato a Creola il 25 novembre 1946, figlio di Emilio Friso e Amabile Garbin, era stato ordinato presbitero il 14 giugno 1970. I primi anni di ministero lo avevano visto impegnato come cooperatore nelle parrocchie di Bertipaglia e, successivamente, a San Lorenzo di Abano Terme.

Nel settembre 1974 aveva intrapreso una significativa esperienza missionaria come fidei donum in Ecuador, dove era rimasto per quasi quindici anni, fino alla primavera del 1989. Un periodo intenso che aveva segnato profondamente il suo percorso umano e sacerdotale.

Rientrato in Italia, era stato nominato prima amministratore e poi parroco di Pozzonovo. Nel 1995 aveva assunto la guida delle comunità di Ghizzole e Montegaldella, incarico che aveva mantenuto fino all’estate del 2007, quando aveva dovuto rinunciare per motivi di salute.

Tra il 1999 e il 2003 aveva inoltre fatto parte del Consiglio presbiterale, rappresentando il vicariato di Montegalda, segno della stima di cui godeva anche a livello diocesano.

Dopo un periodo trascorso a Roma, era stato destinato come cooperatore alla parrocchia della Madonna delle Grazie di Piove di Sacco e come penitenziere presso il Duomo cittadino. Nel 2009 era stato nominato co-parroco dell’unità pastorale di Codevigo, comprendente le comunità di Cambroso, Codevigo, Rosara e Santa Margherita di Codevigo.

Concluso questo incarico nel settembre 2015, aveva continuato a risiedere nella canonica di Piove di Sacco, collaborando attivamente con l’unità pastorale e con il Duomo, fino a quando le condizioni di salute lo avevano progressivamente costretto a ridurre gli impegni.

Dal 2020 si era trasferito nella Casa del Clero di Padova e, successivamente, presso l’Opera Immacolata Concezione – Civitas Vitae Nazareth, dove aveva ricevuto assistenza negli ultimi anni della sua vita.

Con la sua scomparsa, la comunità diocesana perde un sacerdote che ha dedicato con discrezione, fede e spirito missionario l’intera esistenza al servizio della Chiesa e delle persone affidate al suo ministero.