VINO | Alla faccia dei dazi, vola l'export del prosecco

Il Prosecco veneto dimostra ancora una volta la sua capacità di resistere alle turbolenze internazionali. Nonostante l’incertezza legata ai dazi e al contesto geopolitico, il comparto guarda con fiducia ai prossimi mesi: gli ordini per la Pasqua 2026 sono infatti stimati in crescita del 4% rispetto allo scorso anno.
A evidenziarlo è Confindustria Veneto Est, con il presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori Settimo Pizzolato, appena rientrato dalle principali fiere internazionali di settore, Wine Paris e ProWein. “La domanda è in fermento – sottolinea – ma la vera sfida oggi non è solo crescere: è continuare a custodire e valorizzare un patrimonio costruito nel tempo, fatto di qualità, identità e capacità di fare sistema”.
Numeri solidi e leadership internazionale
I dati confermano la forza del sistema Prosecco. Nel 2025 la denominazione DOC ha raggiunto 667 milioni di bottiglie imbottigliate, in lieve crescita (+1,1%) rispetto all’anno precedente, con oltre l’82% della produzione destinata ai mercati esteri e un valore alla produzione superiore ai 3 miliardi di euro.
Performance ancora più marcate per le denominazioni di qualità: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ha toccato circa 98 milioni di bottiglie (+8%), mentre l’Asolo Prosecco DOCG si distingue come la più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie e una crescita del 16%.
L’export resta il vero motore del comparto, con un valore che nel 2025 ha superato i 2,2 miliardi di euro. Tra i mercati più dinamici spicca la Francia, che ha registrato un incremento del 18%, confermandosi il terzo sbocco più profittevole dopo Stati Uniti e Regno Unito.
Calo tecnico, ma domanda in crescita
Nel primo bimestre del 2026 si è registrato un calo dell’imbottigliamento per il Prosecco DOC rispetto allo stesso periodo del 2025, ma si tratta di una flessione tecnica. Le giacenze in cantina sono infatti aumentate del 5,8%, segno di una gestione strategica della produzione.
“Le aziende hanno rallentato l’imbottigliamento per consentire ai mercati esteri, in particolare gli Stati Uniti, di smaltire le scorte accumulate nei primi mesi del 2025 per tutelarsi dai possibili dazi”, spiega Pizzolato.
I segnali restano comunque positivi: l’aumento delle giacenze e il buon andamento degli ordini indicano un sistema pronto a una nuova accelerazione già nei prossimi mesi.
La sfida: qualità e lavoro di squadra
In uno scenario globale ancora instabile, tra rincari energetici e costi delle materie prime, il settore vitivinicolo veneto punta sulla coesione. Centrale il ruolo dei consorzi di tutela – DOC Prosecco, Conegliano Valdobbiadene DOCG e Asolo DOCG – chiamati a lavorare in sinergia con aziende e cooperative.
“Solo attraverso una visione condivisa possiamo continuare a generare valore per il prodotto, per il territorio e per le comunità”, evidenzia Pizzolato.
Il Prosecco si conferma così non solo un asset economico, ma anche un ambasciatore culturale del Veneto nel mondo, capace di parlare a pubblici diversi e di aprire nuovi spazi, prima ancora che commerciali, culturali.

