Cronaca di Redazione , 27/02/2026 13:05

Confindustria Veneto Est: riprende la produzione nel Veneto Orientale, ma il segnale è fragile

Manifatturiero (foto Kzenon – stock.adobe.com)
Manifatturiero (foto Kzenon - stock.adobe.com)

Dopo due anni consecutivi di flessione, la produzione manifatturiera nelle quattro province venete in cui opera Confindustria Veneto Est (Padova, Treviso, Venezia e Rovigo) nel 2025 fa segnare un recupero del +0,5% sull'anno prima, grazie anche ad un quarto trimestre in cui la progressione rispetto allo stesso periodo del 2024 è del +2,6%. Lo rileva la Congiunturale elaborata dall'associazione imprenditoriale, ponendo in rilievo come la progressione nell'ultima parte dell'anno sia più accentuata per le aziende di piccola dimensione (+4,2%) e, in particolare, per il comparto metalmeccanico (+6,7%).

Secondo gli analisti, i dazi e la svalutazione del dollaro incidono sull'export (-0,6% nel trimestre), che tuttavia chiude il 2025 in tenuta (+0,2%). La produzione è attesa stabile nel primo semestre 2026 dal 60,7% delle aziende, in crescita da una su quattro (23,6%). La ricognizione è stata condotta su un campione di 763 imprenditori di tutte le quattro province. Per quanto riguarda il fatturato, il quarto trimestre registra una crescita del +2,7% che si contrappone ad un raffreddamento della domanda estera (-0,6%), condizionata dal rimbalzo dopo l'anticipo degli acquisti messo in atto dagli importatori americani in vista dell'introduzione dei dazi.

Per la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, "nonostante un contesto tempestoso, nel 2025 l'industria del nostro territorio ha retto ed è riuscita a invertire la tendenza negativa che durava ormai da un paio d'anni, grazie a capacità competitiva e di adattamento. Ma - aggiunge - è una fragile tenuta, minacciata da squilibri strutturali e nuove incertezze internazionali. Non possiamo illuderci che basti l'adattamento". Per quanto riguarda le attese delle imprese rispetto alle iniziative politiche, secondo Carron la Legge di bilancio 2026 "va nella giusta direzione con l'iperammortamento per investimenti agevolabili già dal primo gennaio e fino al 2028. Ma a due mesi dall'entrata in vigore - fa anche notare - il potenziale della norma resta inespresso e le decisioni di spesa delle aziende rimangono in stand by, in assenza del decreto attuativo. Ogni settimana di incertezza incide sulla pianificazione delle imprese e rischia paradossalmente di diventare un freno. Il forte auspicio - chiude Carron - è che il decreto arrivi a strettissimo giro per dare una decisa accelerazione agli investimenti e alzare le stime di crescita".