VIDEO | La Fiamma Olimpica a Padova tra festa e contestazioni dei Centri Sociali
Il primo tedoforo, Lorenzo Casotto di 40 anni, è partito alle 18.17, con un breve ritardo da Corso Milano. Con lui si è accesa la prima torcia che ha portato la fiamma olimpica lungo le strade della città.
Tante le persone presenti lungo il percorso, grande l'entusiasmo e tanti gli applausi.
Ma è stata anche una serata di contestazioni. In Piazza dei Signori si sono radunati alcuni appartenenti ai Centri Sociali che sui gradini della Gran Guardia hanno protesta contro le Olimpiadi parlando di guerra, devastazione e precarietà e sventolando bandiere della Palestina. "Contro la devastazione ambientale, la normalizzazione della guerra e la precarietà che le olimpiadi di Milano-Cortina 2026 portano avanti, noi vogliamo uno sport popolare, dal basso, libero dal capitale, davvero inclusivo e legato alla salute delle persone, non agli interessi economici e militari”.
Gli attivisti hanno anche inscenato una "contro fiaccola", a forma di maxi spinello, con lo slogan "Noi le torce ce le fumiamo", riparati dietro ad una maxi bandiera dello Stato di Palestina. Nessun problema per i tedofori, vigilati da un importante dispiegamento di forze dell'ordine coordinate sul campo dal questore di Padova Marco Odorisio: gli uomini della Digos hanno identificato anche un gruppetto di una decina di attivisti della rete informale internazionale "Extintion rebellion" nei pressi della centralissima Piazza Cavour.
Nonostante la protesta il viaggio della Fiamma Olimpica non si è fermato. Si è comunque trattato di una manifestazione pacifica.

