Cronaca di Morena Trolese , 17/01/2026 16:00

VIDEO | Annabella, fiori e messaggi. Pellegrinaggio silenzioso dov'è stata trovata a Teolo

Nel bosco di Teolo in tanti portano un fiore, una donna anche un drappo viola

Un suicidio, che - forse - non si vuole accettare. In uno sconcerto che è collettivo, per una morte che potrebbe essere della figlia, dell’amica, dell’alunna di tutti noi. 

Ci sono molti dubbi da chiarire sulla morte di Annabella Martinelli, trovata senza vita impiccata ad un albero della boscaglia di Teolo nel pomeriggio del 15 gennaio. Dopo 9 giorni di ricerche estese fin dalla scomparsa da casa il 6 gennaio. E dopo un’indagine della Procura di Padova che era per di sequestro di persona. 

Questione di tempo, le risposte arriveranno con l’autopsia sulla 22enne padovana martedì 20 gennaio, all’istituto di medicina legale di Padova. 

Ora è il tempo di fermarsi, il tempo del rispetto, per lei e la famiglia della giovane che manifestava fragilità ed era seguita. E’ quello che hanno fatto in molti oggi recandosi sul luogo del ritrovamento del corpo in un pellegrinaggio silenzioso. Così, accanto alla rosa bianca e solitaria lasciata dai genitori, sono arrivati tulipani e un nastro lilla che una donna ha attorcigliato ad un ramo come per alleggerirlo da un peso che la collettività fatica a capire e a mandare giù. 

Altri a valle, si sono fermati a dire una preghiera, a lasciare un messaggio scritto, altri fiori, rosa.

Due ragazzi hanno fatto un’altra cosa: hanno percorso lo stesso sentiero che Annabella avrebbe fatto a piedi da sola dopo aver messo il lucchetto alla bici a Villa e che porta proprio fino a questi tornanti, e a questo bosco, un posto del cuore per la studentessa dov’era stata con il padre l’estate scorsa. Ci hanno messo 18 minuti, a passo spedito.

Non c’erano segni di violenza sul suo corpo, solo quello della corda al collo, c’erano tre lattine di coca cola e le due pizze mangiucchiate che aveva comprato salendo, i resti erano anche nello zaino per non attirare i cinghiali. C’era lo zainetto rosso con dentro un quaderno con delle scuse per i genitori e i pensieri suicidari fino alla descrizione dell’impiccagione come modalità possibile. Aveva un cerotto garzato sulla bocca, a coprire ache il naso, per essere sicura di morire. L’autopsia dirà da quanto tempo era lì. Nel buio pesto avrà aspettato le luci dell’alba per trovare il coraggio? Ingannando l’attesa mangiando pizza e sorseggiando coca cola? Era lucida Annabella, in una fuga che non ha senso ma ha una logica per un’anima che era decisa alla sua fine.